Archivi del mese: giugno 2009

Analisi del voto

Il voto di 765 cittadini, pari all’undici per cento degli elettori, è un risultato importante non solo perché consente la presenza in Consiglio di una voce di vera sinistra, ma anche perché conseguito nonostante ci si sia presentati in extremis, quando ci si è resi conto che troppi elettori, delusi dalle proposte del PD e dalla sua mancanza di credibile autocritica, ma per nulla persuasi dalla lista civica, erano tentati dall’astensione.

Se si leggono le percentuali dei partiti nelle elezioni Europee e Provinciali, si nota che Volterra continua ad avere una maggioranza politica di centro sinistra superiore al 63 per cento, pur avendo diminuito di qualche punto rispetto alla politiche del 2008. Se questi numeri si confrontano con i risultati delle elezioni comunali, si può vedere che addirittura il 16 per cento degli elettori, che alla Provincia avevano votato per il centro sinistra, quando si è trattato di votare per il Comune lo hanno fatto in favore della lista civica facendole conquistare la maggioranza nel Consiglio Comunale.

La sconfitta bruciante della lista Città Aperta Rosa dello Sbarba è senz’altro un portato del fallimento a livello nazionale del progetto politico del Partito Democratico, che registra un arretramento elettorale sia nelle elezioni del Parlamento Europeo che in quelle amministrative, ma è evidente che a Volterra, come in tutta la Val di Cecina, la sconfitta elettorale delle liste guidate dal Partito Democratico è stata provocata soprattutto dalle politiche locali delle passate amministrazioni e da metodi di governo distanti dalla vita dei cittadini.

Evidentemente gli elettori hanno bocciato la privatizzazione delle industrie pubbliche che ha dimezzato i posti di lavoro nella zona e la privatizzazione dei servizi pubblici che ha regalato profitti ai privati, precariato ai lavoratori e tariffe più alte agli utenti. Così come tutti si saranno ricordati, di fronte alla crisi della Salina, dell’accordo ETI-Solvay che ha regalato lo sfruttamento di tutto il salgemma presente in Val di Cecina alla Solvay senza nessun vantaggio per questa comunità. Alcuni cittadini avranno anche preso coscienza dell’assurdità di aver approvato un piano urbanistico che contraddice decine di anni di politiche orientate alla protezione del nostro territorio contro la speculazione edilizia. Potremmo proseguire con l’elenco parlando di turismo, di artigianato, di sanità, di scuole, di musei, di biblioteca, ecc., ma una considerazione vale sopra di ogni altra per capire quanto è successo: ogni volta che i cittadini hanno espresso le loro preoccupazioni o il loro disaccordo hanno trovato spesso nell’amministrazione pubblica un muro di gomma e nessuna risposta.

Prendiamo atto che la lista civica ha vinto perché, forse, ha saputo interpretare le aspettative e i bisogni delle persone meglio di quanto siamo riusciti a fare noi, che pure ci ponevamo in alternativa all’amministrazione uscente. Con ciò riconfermiamo le nostre opinioni espresse in campagna elettorale sulle contraddizioni presenti all’interno di quella lista che da una parte dichiara la sua autonomia da tutti i partiti, dall’altra accetta il sostegno dei partiti del centro destra.

Ora la campagna elettorale è finita e si passa dalle parole ai fatti. Noi intanto facciamo al nuovo sindaco i rituali auguri di buon lavoro nell’interesse di Volterra, pronti a supportarlo in consiglio comunale nelle scelte che ci sembreranno giuste e a contestarlo in quelle che ci appariranno sbagliate, nella consapevolezza che amministrare questa città non è uno scherzo e che spesso è più facile gestire il dissenso che il consenso. Così si fa in democrazia, così si fa in politica.

Noi abbiamo rispetto del responso elettorale e non condividiamo le giustificazioni degli sconfitti che attribuiscono l’etichetta di “antipolitica” ad una lista civica che ha espresso, invece, i suoi orientamenti politici “moderati” e municipalistici, né condividiamo le dichiarazioni fatte sulla stampa di preoccupazione per l’affermazione di Marco Buselli in quanto la sua elezione costituirebbe un’alternanza di governo non esercitata “in modo adeguato”. Infatti, non ci risulta che Marco Buselli abbia usato metodi non corretti per ottenere voti.

Il gruppo “La Sinistra per Volterra” eserciterà il suo ruolo di opposizione nel Consiglio Comunale e continuerà a riunirsi e a lavorare con tutte le persone che vorranno contribuire alle battaglie sui temi di politica locale alla base del programma elettorale e sul progetto di riorganizzazione e riunificazione della sinistra volterrana dispersa.

Ai nostri elettori esprimiamo un ringraziamento sentito, garantiamo loro di rappresentali nelle istituzioni in modo assolutamente corretto e democratico e li invitiamo a partecipare attivamente agli appuntamenti della vita democratica della nostra città.

LA SINISTRA PER VOLTERRA

L’apoliticità della lista civica

La lista civica si qualifica come apolitica, estranea alle ideologie, si presenta come un gruppo eterogeneo ma unito cha ha come collante la voglia di cambiare Volterra, di migliorarla e riportarla agli antichi splendori. Non prende una parte decisa, quindi, ma dà un giudizio netto, duro e negativo su quello che è stato il passato della nostra città.

Per passato non si intende quello prossimo, sul quale il giudizio negativo è unanime (lo stesso PD ha ostentato il rinnovamento rinnegando così il recente passato) ma, per bocca del suo capolista, comprende nel giudizio negativo gli ultimi sessanta anni di storia volterrana, tutta la storia democratica del comune di Volterra dal dopoguerra ad oggi, una storia che mai è stata scritta dalle destre.

Ora, per dirla con Bobbio “..Nel linguaggio politico i buoni e, rispettivamente, i cattivi possono trovarsi tanto a destra quanto a sinistra. Dipende da quale parte il giudizio provenga. Il giudizio di valore positivo o negativo che si dà di volta in volta sulla destra e sulla sinistra è parte integrante della stessa lotta politica…..”

Come fa a definirsi apolitica una lista che rinnega sessanta anni di amministrazione del nostro comune? Nella migliore delle ipotesi questo è qualunquismo populista, corrente di pensiero da sempre cavallo di troia delle destre quando queste hanno il bisogno di imporsi sulla scena.

La tattica è collaudata, cavalcare l’evidente malcontento mettendo in evidenza mancanze e malgoverno per raccogliere facili consensi. La Lista Civica prova a dare delle risposte con un programma articolato, questo è innegabile e nessuno li accusa di non fare proposte volenterose, ma il danno ormai è fatto; il risultato primo della politica populista portata avanti dalla lista e dalla sua emanazione anticipatrice SOS Volterra è quello di scollare i cittadini dalla rappresentanza politica, è il fare di tutta un’erba un fascio. Così si scredita completamente un sistema che invece è necessario per la convivenza democratica e civile della società, perché è solo all’interno di un sistema democratico e pluralista che si possono denunciare gli errori di chi è chiamato a governare, è solo in un sistema in cui si riconoscano e si tollerino le differenze politiche e ideologiche (altro termine avversato dalla lista civica) che si creano gli anticorpi necessari a prevenire una patologia di stampo totalitario, malattia verso la quale il nostro paese è sempre purtroppo predisposto. E la nostra città fa parte del nostro paese.

Il gioco è pericoloso, la lotta politica deve essere guidata dalla denuncia dei fatti e dalla critica alle linee di governo, non dal qualunquismo; questo porta solo alla demolizione di un sistema conquistato con fatica dai padri della nostra repubblica.

Per questo riteniamo che la lista civica non sia per niente apolitica, ammesso che questo termine abbia un senso in una gara elettorale; vediamo in essa una intolleranza grave verso chi si pone come un ostacolo davanti a loro, evidente è la reazione infastidita che hanno avuto alla nascita della nostra lista e la conseguente accusa che ci hanno mosso di essere una lista civetta del PD, dal quale invece ci distacchiamo nettamente per contenuti programmatici e valori ideologici. Noi siamo di sinistra e lo dichiariamo apertamente, siamo identificabili e coerenti, chiari e abbiamo il coraggio e l’orgoglio di prendere una posizione.

Enrico Rumori

La sinistra per Volterra