Archivi del mese: dicembre 2009

Intervento in Consiglio dell’ass. Furlanis su scuola e cultura

Verbale del Consiglio Comunale di Volterra Seduta del 30 ottobre 2009

SCUOLA

ASSESSORE FURLANIS

In realtà speravo di parlare su questo ordine del giorno magari dopo le linee programmatiche, anche per capire forse il contenuto del mio intervento, cercherò ugualmente di fare un anticipo rispetto a alcune cose che avrei voluto dire in relazione al problema che è stato posto da questi due interventi, che vanno a toccare uno degli aspetti che in questo momento forse è cardine, però sui quali io vi vorrei invitare a una riflessione che è quella di ragionare su delle soluzioni che siano effettivamente soluzioni.

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nota ai consiglieri del Prof. GIUSEPPE FURLANIS

Carissimi consiglieri

Probabilmente per molti di Voi le mie dimissioni sono apparse come una scelta improvvisa; una notizia appresa dal Tirreno che, senza porsi problemi di valutazione, ha avviato la “lotteria” dei nuovi candidati, in modo da divertire i Volterrani in questo avvio di anno nuovo! Così non è stato, perché le mie dimissioni sono state una scelta difficile, dolorosa e assunta dopo aver più volte manifestato un mio disagio a operare in un clima politico che sembra tuttora immerso in una campagna elettorale! Inoltre è mancata la condivisione su scelte assunte dalla giunta su temi inerenti scuola e cultura che mi hanno reso impossibile mantenere l’incarico.

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Sulle dimissioni dell’assessore GIUSEPPE FURLANIS

Nel Consiglio Comunale di ieri il sindaco Marco Buselli ha negato qualsiasi divergenza di opinioni tra l’assessore dimissionario e il resto della giunta. Ha ammesso, al massimo, qualche difficoltà per le caratteristiche di una giunta composta da giovani e con un taglio diverso dal background del personaggio, che “non era abituato a lavorare in un clima da guerra fredda”.

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POGGIO ALLE CROCI

Nel Consiglio Comunale di ieri la Giunta ha presentato un ordine del giorno per impegnare se stessa a cominciare una discussione pubblica sul progetto di Poggio alle Croci, utilizzando i metodi della democrazia partecipativa.

Condivido l’intenzione della Giunta, ma mi sono astenuto sull’ordine del giorno per due motivi.

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Risposta a Mario Pertici

Caro Mario,

ho letto attentamente la tua lettera dal titolo Dalla-rissa-al-bene-comune.gif, ma non sono riuscito a capirne bene il senso. Mi devi scusare perché è senz’altro colpa mia, che sono troppo affezionato all’espressioni dirette e ho sempre paura che mi sfuggano i ragionamenti allusivi.

Se, per caso, ti riferisci alla trasmissione ereditaria dai padri ai figli dei posti di lavoro della Cassa di Risparmio di Volterra, ti dico con chiarezza che questa decisione non mi risulta accettabile sotto nessun punto di vista. Le espressioni di dissenso da questa decisione della CRV non possono essere considerate una “rissa” né può essere fatta passare per il “bene comune” la distribuzione di posti di lavoro riservata ad alcune persone.

Questa è la società capitalistica e sappiamo quante ingiustizie e discriminazioni pesino sui lavoratori, non ne parliamo poi in questo periodo di crisi generale. I sindacati in questo contesto dovrebbero indicare ai lavoratori obbiettivi unificanti e non accettare proposte che tendono oggettivamente a dividere il mondo del lavoro.

Con queste convinzioni non mi sottraggo a nessun luogo di discussione politica a cui mi vorrai invitare.

Danilo Cucini

La Sinistra per Volterra

auguri di pronta guarigione a Silvio Berlusconi

Ho partecipato alla manifestazione del 5 dicembre a Roma per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Ora mi sento di esprimere la più ferma condanna per un gesto di follia e naturalmente faccio a Silvio Berlusconi gli auguri di pronta guarigione. Contemporaneamente riconfermo la mia opinione politica che nel nostro Paese sia in corso la realizzazione del «golpe bianco» che nella non punibilità del Premier troverebbe ” il pilastro di un nuovo ordinamento giuridico nel quale c’è Uno che sta al di sopra di tutto, e che, oltre che Impunito, è anche Ingiudicabile, Incriticabile, Suprematico e Carismatico, cioè in ogni senso al di fuori delle regole di un normale assetto civile e culturale democratico.
I due grandi filoni del dibattito «riformatore»  in seno al Popolo della Libertà sono perfettamente coerenti e funzionali a questo basilare presupposto:

a) deprimere il più possibile il prestigio e il potere delle Camere per aumentare a dismisura quello dell’esecutivo, ossia delsuo Capo («primus super pares…»);

b) tagliare definitivamente le unghie alla magistratura come corpo organicamente, geneticamente legato all’amministrazione della giustizia e perciò insensibile per sé all’ideologia…..”(Asor Rosa)

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Ordine del Giorno sul testamento biologico

La Costituzione Italiana prevede all’art. 2 la inviolabilità dei diritti dell’uomo, all’art. 3 l’eguaglianza  di tutti i cittadini senza distinzione di condizioni personali, all’art. 13 la inviolabilità della libertà personale e in particolare all’art. 32 il diritto del cittadino alla salute con la limitazione “Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge la quale non può in nessun caso violare i limiti disposti dal rispetto della persona umana”.

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La manifestazione NO-B-DAY

Da Volterra, Pomarance, Castelnuovo e Montecatini siamo partiti in settanta. E’ stata una grande manifestazione con le caratteristiche predominanti della radicalità politica e della dominanza della partecipazione giovanile. Anche sui pulman della Val di Cecina c’erano in maggioranza ragazzi e ragazze giovani e giovanissimi. Andate sulla galleria per vedere alcune foto divertenti. Sotto riporto un fondo di Asor Rosa che, secondo me, interpreta bene le ragioni della manifestazione.

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Il Manifesto 5 dicembre 2009

di Asor Rosa
Il golpe bianco
Circa un anno e mezzo fa scrissi su queste pagine che il regime di Berlusconi non era come il fascismo ma peggio del fascismo. Apriti cielo: come, un regime democratico, sostenuto da un ampio favore popolare, formalmente rispettoso dei meccanismi istituzionali, paragonato, e peggiorativamente, ad un regime totalitario, che aveva cancellato tutte le libertà politiche e civili e mandato in galera gli oppositori? Poi, a poco a poco, di quella mia affermazione s’è cominciato a intendere il senso, che era sostanziale e non formale, e in molti, anche sulla grande stampa d’informazione, e qualcuno anche nei partiti, hanno cominciato a parlare di «populismo autoritario», di vera e propria liquidazione del dettato costituzionale, e dimessa in mora degli equilibri istituzionali fondamentali.
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