Archivi del mese: marzo 2010

Intervista a Mario Tronti

«Nel bipolarismo saremo sempre minoritari»

Di Pietro Ingrao che martedì compirà novantacinque anni, si conosce tutto. La storia, il rapporto intenso con la politica e la militanza, le sue tesi nel Pci di apertura ai movimenti, ma anche la sua idea di partito, la centralità del lavoro, la riflessione sulle forme della democrazia. Meno dibattuta, invece, è se esista oggi l’ingraismo. Se ci sia una cultura politica riconducibile a Pietro Ingrao da poter giocare oggi nella costellazione della sinistra. Lo chiediamo a Mario Tronti, presidente del Centro per la riforma dello Stato (che tra l’altro, organizza due iniziative per festeggiare i 95 anni di Ingrao). Continua la lettura di Intervista a Mario Tronti

Il documento della manifestazione di Piazza del Popolo a Roma


Roma_13_marzo.gif

L’adesione dei partiti di centrosinistra e delle molte associazioni che sabato saranno in piazza

“Per la democrazia, la legalità e il lavoro. Sì alle regole, no ai trucchi. Per vincere”: si apre così il documento politico che è alla base della manifestazione di sabato a piazza del Popolo a Roma. Il documento è stato sottoscritto dal Partito democratico, Italia dei valori, Federazione della sinistra, Sinistra ecologia libertà, Partito socialista italiano, Verdi.

Ecco un elenco delle prime associazioni che hanno dato la loro adesione all’iniziativa: Anpi, Arci, Articolo 21, Libertà e giustizia, Giovani per la costituzione, Rete degli studenti, Giosef (giovani senza frontiere), Asso giovani (giovani imprenditori), Giovani insieme, Gaiax, Valori e futuro, Aics, Gioventù attiva, Udu, Martelive, Rete dei festival, Coordinamento genitori democratici, Comitato scuola e costituzione, Centro d’iniziativa democratica degli insegnanti, Movimento di cooperazione educativa, Auser, Vas, Equivita, Lac. Continua la lettura di Il documento della manifestazione di Piazza del Popolo a Roma

Un decreto che viola la legge

Un passo avanti verso un regime dell’arbitrio: è questo il significato profondo del decreto emanato dal governo in materia elettorale.
Un provvedimento che di per sé non dà luogo a un giudizio di incostituzionalità, ma che certamente rappresenta una violazione di legge. Il riferimento è alla legge del 1988 sul potere normativo del governo.

L’articolo 15 secondo comma, della legge n. 400 del 23 agosto stabilisce infatti che il governo non può provvedere nelle materie indicate nell’articolo 72, quarto comma della Costituzione (materia costituzionale e elettorale).

Libertà e Giustizia ricorda infine che in una democrazia le leggi elettorali sono le più sacre e intoccabili.

http://www.libertaegiustizia.it

ESPOSIZIONE DEL CROCEFISSO NELLE SCUOLE E ….

Nel Consiglio Comunale del 10 marzo prossimo andrà in discussione un odg proposto dalla consigliera Antonella Bassini del Popolo delle Libertà sull’argomento: ” Per valorizzazione della nostra identità culturale e per l’esposizione del crocefisso nelle scuole pubbliche e negli uffici aperti al pubblico”.

Pensando di far cosa utile, pubblico il testo integrale della sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Starsburgo, contro la quale si rivolge quell’ ordine del giorno.

Sentenza di Strasburgo

PIER PAOLO PASOLINI

di Gianni D’Elia

Ladri di «Petrolio»
Uno straccio di verità: sono ormai 35 anni che sul delitto di Pasolini in molti la chiediamo, da Gianni Borgna a Carlo Lucarelli, a Carla Benedetti a tanti altri. Ora arriva la notizia che qualcuno ha messo le mani sopra un capitolo scomparso di Petrolio, con un lancio d’agenzia in cui il sensazionale e il superficiale ci sgomentano, ad aggiungere nuova nebbia al nebbione corrotto in cui siamo. E lo sgomento cresce di ora in ora, perché quel qualcuno che ha messo le mani su questo inedito del romanzo incompiuto di Pasolini si chiama Marcello Dell’Utri. Ossia qualcuno che è quanto più lontano da un antifascista come Pasolini si possa immaginare; e dico antifascista, perché per la denuncia del nuovo fascismo Pasolini è stato assassinato il 2 novembre del 1975, schiacciato come un cane all’Idroscalo di Ostia. Il nuovo fascismo era per Pasolini il nuovo potere economico del consumismo e del trasformismo politico, che dal delitto di Enrico Mattei del 1962 arriva alle stragi del «doppio Stato», passando per la loggia P2 fondata da Eugenio Cefis, e lasciata per paura al duo Gelli-Ortolani, fino a una delle società nascoste della Edilnord Centri Residenziali (già Edilnord s.a.s. di Silvio Berlusconi & c.), con sede a Lugano, dell’avvocato Umbergo Previti, padre di Cesare, cui hanno dato il pittoresco nome di Cefinvest. Un’eredità non dissimulata? Pasolini stava addosso a questa guerra del potere per il petrolio pubblico e privato, scriveva un romanzo complesso e dirompente, che se fosse uscito in quegli anni, in traduzione mondiale, avrebbe svelato l’economia politica delle stragi, che derivava da quel primo delitto fondativo del marcio italico che è l’attentato contro Mattei. Continua la lettura di PIER PAOLO PASOLINI

Gogna o (ver)gogna?

Rifondazione Comunista e La Sinistra per Volterra hanno colto nel segno. Un loro manifesto ha provocato diverse reazioni stizzite, rilevabili anche in almeno un paio di articoli sullo scorso numero della Spalletta.

Qualcuno, per esempio Manola Rosa, ci ha accusato di aver messo i cittadini alla gogna solo perché abbiamo riprodotto, con tanto di firme, un brano delle loro osservazioni al pessimo Regolamento urbanistico approvato dalla precedente amministrazione comunale a guida PD. Non intendevamo minimamente mettere alla gogna nessuno. Anzi crediamo vada a merito di quei cittadini aver sottoscritto un documento che abbiamo condiviso fino al punto di utilizzarlo ampiamente per le osservazioni che anche Rifondazione comunista presentò. Volevamo solo far emergere che tra quei firmatari figurano molti attuali dirigenti della lista civica, Assessori e Sindaco e che questi ultimi sulla materia hanno cambiato idea, ritenendo che non è più il caso di opporsi a progetti, come quello di Poggio alle Croci, che attuano quel regolamento. Ci dispiace. Comprendiamo il loro disagio. Ma esso non dipende dal fatto che abbiamo evidenziato pubblicamente questa loro incoerenza, bensì solo dal loro operato incoerente. A loro non ha dato fastidio la nostra presunta “gogna” ma la ver-gogna perché è stato messo a nudo il loro voltafaccia.

Ci viene anche contestato il reato di falso perché abbiamo presentato quelle osservazioni come se fossero state promesse elettorali ma, nel contestare tale reato, si sottace il fatto che il programma elettorale della lista civica le ricalcava pari pari. Come  si evince dal seguente passo del loro programma: “a tale scopo la nuova maggioranza dovrebbe procedere ad  attuare alcune varianti al Regolamento Urbanistico (e, ove necessario, anche alla disciplina di  Piano Strutturale, come previsto dalla L.R. 01/2005) in modo da perseguire i seguenti obiettivi. 1) Affinché l’area di Poggio alle Croci (destinata nel RU adottato a prevalenza di turistico-ricettivo) resti a disposizione anche dei cittadini volterrani, si dovrà disporre che le volumetrie previste a scopo residenziale siano almeno parzialmente destinate ad edilizia popolare, agevolata o a canone concordato, e che le restanti volumetrie vadano destinate in una certa misura a strutture pubbliche di interesse generale”.

Peraltro tale passo lo ha sintetizzato bene l’articolo di Irene Nesi, pur ferocemente critica, anch’ella, verso Rifondazione. Particolarmente evidente il suo disagio, tanto da cambiare le carte in tavola quando sostiene che Rifondazione non avrebbe avuto una propria posizione senza la sua illuminata assistenza. L’arch. Nesi ci ricorda come sia stata lei a collaborare con Rifondazione e in qualche modo a suggerirci diverse osservazioni. Nessun problema ad ammetterlo, come abbiamo fatto, senza che lei ce lo chiedesse, in sede di Consiglio comunale aperto dove abbiamo affermato di aver ripreso, condividendole, gran parte delle osservazioni degli esponenti della lista civica. La collaborazione allora c’era ed era reciproca. Essa è stata possibile fino a che non hanno cambiato idea  in maniera inspiegabile. All’arch. Nesi dobbiamo anche pubblicamente il ringraziamento per il suo fattivo contributo di carattere tecnico? Nessun problema. Eccolo.

Quello che invece è falso è che Rifondazione non abbia avuto una propria idea in materia e che solo l’imbeccata della professionista le abbia consentito di presentare una posizione. Irene Nesi, nel suo intervento in Consiglio, da brava tecnica, ha ben chiarito che il Regolamento è una conseguenza stretta del Piano strutturale, approvato precedentemente. Ebbene sul Piano strutturale ci siamo opposti con tutta la nostra forza in Consiglio comunale, abbiamo fatto volantini e manifesti, abbiamo organizzato un convegno, abbiamo presentato osservazioni, abbiamo  proposto in Consiglio provinciale che la Provincia di Pisa si opponesse nelle forme previste dalla legge Regionale. Tutto questo ben prima che l’arch. Nesi ci passasse le sue carte e forse prima che buona parte degli attuali amministratori si fosse fatta un’idea di cosa c’era in ballo. Questo per la verità dei fatti.

Il resto, i contorcimenti per dimostrare che ormai non si può più tornare indietro, che non  si può cambiare il regolamento, salvo mendicare qualche modifica marginale al progetto presentato dall’acquirente, sono pietose scuse su cui non merita soffermarci. Perché di fronte a un atto di così grande rilievo per le sorti di Volterra e che rischia di arrecare danni irreversibili al suo territorio, un’amministrazione saggia si adopera per superare tutti gli ostacoli di ordine tecnico e legale.

Ci auguriamo, non per noi, ma per l’interesse di Volterra, che d’ora in avanti la Lista civica indirizzi i propri sforzi non a demonizzare Rifondazione, ma a trovare vie di uscita serie alla situazione complessa che ha di fronte. Se ci fosse questa volontà noi saremmo disponibili a dare il nostro fattivo apporto.

Partito della Rifondazione Comunista Volterra

24 ore senza immigrati

Manconi: «Ma quale solidarietà, è questione di diritti»

Oltre il 45% dei giovani italiani è xenofobo. A renderlo noto è l’Assemblea delle Regioni in un recente sondaggio. Cifre allarmanti ma che non sorprendono se pensiamo che, praticamente ogni giorno, si verificano nel nostro Paese episodi di razzismo. Oggi, primo marzo, l’Europa scenderà in piazza. Sciopereranno i migranti, contro il razzismo delle leggi dello stato e quello quotidiano, “fatto di aggressioni fisiche, verbali, psicologiche”. E contro le reiterate distorsioni dei media: “In tutta una serie di delitti – afferma il sociologo Luigi Manconi – accanto alla descrizione del fatto, compare infallibilmente la nazionalità dell’autore del reato, cosa che non accade quando si vuole indicare come autore del reato un veneto o un sardo… Sono tic linguistici…?” Continua la lettura di 24 ore senza immigrati