Archivi del mese: aprile 2011

Guerra di Libia Intervista a Lucio Caracciolo


di Tonino bucci

Prima di combatterle nei cieli e in terra, le guerre si preparano con la comunicazione. La guerra in Libia – come tutti i conflitti del XXI secolo – ci dimostrano che il controllo della narrativa è un potere fondamentale. «A determinare le scelte dei decisori – o presunti tali – nelle nostre democrazie ipersensibili ai  media – ha scritto qualche giorno fa su Repubblica il direttore della rivista Limes, Lucio Caracciolo – sono sempre meno concezioni strategiche o anche solo considerazioni di medio periodo, ma reazioni immediate a notizie inverificabili o volutamente inverificate». La disinformazione è solo uno dei temi trattati nell’ultimo Quaderno speciale di Limes in edicola, dedicato alla Libia. Continua la lettura di Guerra di Libia Intervista a Lucio Caracciolo

CELEBRAZIONE DEL 25 APRILE A VOLTERRA

Ringrazio Fabrizio Longarini per avermi permesso di pubblicare questo testo. Si tratta del suo intervento pronunciato, a nome dell’ANPI di Volterra, durante la celebrazione del 25 aprile nella sala del Consiglio di Palazzo dei Priori. Il suo discorso ha dato significato alla manifestazione. Naturalmente, anche quest’anno, l’Amministrazione Comunale non ha sentito nessun bisogno di concordare il programma della manifestazione con i gruppi consiliari, i partiti politici e le associazioni antifasciste. Continua la lettura di CELEBRAZIONE DEL 25 APRILE A VOLTERRA

PROFUGHI IN LIBIA Vogliamo le navi umanitarie

Il Manifesto 22 aprile 2011

Mandate una nave. In Tunisia, in Egitto, oppure al porto di Misurata. Mandate una nave e portate via uomini, donne, bambini. Persone per le quali la Libia era già un inferno prima dell’avvio dell’operazione «Odissea all’alba». Di odissee peraltro se ne intendono. Ci riferiamo a quelle migliaia di cittadini scappati dai paesi sub-sahariani, imprigionati in Libia dagli accordi scellerati che l’Italia, con la benedizione dell’Europa, ha firmato con quel Gheddafi che oggi tutti maledicono. Continua la lettura di PROFUGHI IN LIBIA Vogliamo le navi umanitarie

PARLAMENTO INCHIODATO

EDITORIALE di Rossana Rossanda

Il Manifesto 22 aprile 2011

Leggendo Asor Rosa, noto sovversivo, confesso di avere pensato che sollecitasse un intervento del Capo dello Stato. E così avevo letto l’articolo 88 della Costituzione che prevede la possibilità per il Presidente della Repubblica di sciogliere una camera con l’accordo di un presidente della medesima – Fini, mi ero detta. E mi chiedevo perché Giorgio Napolitano non lo facesse davanti a un premier che straparla, e mi rispondevo: forse per timore del vuoto che si aprirebbe nell’inesistenza di altre autorevoli figure. Continua la lettura di PARLAMENTO INCHIODATO

GIORGIO CREMASCHI – I sindaci berlusconiani nel Partito democratico

Le reazioni degli enti locali di Terni alla sentenza ThyssenKrupp servono a capire perché Berlusconi si senta autorizzato a dire quel che dice contro i giudici e la magistratura. Mi si dirà che il linguaggio e i toni dei rappresentanti delle istituzioni umbre non sono gli stessi del Presidente del Consiglio. E’ assolutamente vero, nessuno nega la gravità estrema del linguaggio e delle scelte di Berlusconi. E, tuttavia, dobbiamo chiederci perché dopo una sentenza che per la prima volta inchioda alle sue responsabilità il gruppo dirigente e l’azienda dove è avvenuta una strage, vi siano state a sinistra, nel fronte che tutti i giorni accusa Berlusconi di voler sovvertire la Costituzione, reazioni come quelle del Sindaco e del Presidente della provincia di Terni. Costoro hanno subito paventato la possibilità che la ThyssenKrupp, troppo condannata, abbandoni l’Italia. Continua la lettura di GIORGIO CREMASCHI – I sindaci berlusconiani nel Partito democratico

COMUNICATO STAMPA RSU ATISALE

Saline  aprile 2011

I lavoratori della Salina di Volterra e le Rappresentanze Sindacali Unitarie sottopongono all’attenzione delle Istituzioni e ai rappresentanti politici presenti la situazione di totale abbandono del sito di Saline, che si é determinata a seguito della mancanza di scelte che la proprietà non ha operato a Fronte dei noti pluri avvicendamenti del gruppo dirigente di Atisale. Continua la lettura di COMUNICATO STAMPA RSU ATISALE

Un partito è un partito. Cioè?

Il Manifesto 7 aprile 2011

di Alberto Burgio

Da gran tempo ci dibattiamo dinanzi a un dilemma. Per un verso vediamo la desolante inconsistenza dell’opposizione parlamentare, un dato acquisito anche nella stampa estera, per la quale (parliamo del Monde, dell’International Herald Tribune, della Süddeutsche Zeitung) l’inefficacia del centrosinistra è un ormai un presupposto. Per l’altro verso ragioniamo in base al postulato, a prima vista ovvio, secondo cui l’opposizione (a cominciare dal Pd) non può non mirare al governo del Paese e quindi impegnarsi per spodestare la destra. La competizione al massimo livello continua ad apparirci la ragion d’essere dell’opposizione, perciò restiamo disorientati di fronte a quella «resa senza condizioni alle ragioni dell’avversario» di cui parlava Piero Bevilacqua sul manifesto del 2 aprile, e stentiamo a trarre conclusioni coerenti dall’osservazione della scena politica. Forse è il momento di chiedersi se nelle premesse dei nostri ragionamenti non si annidi un baco. Continua la lettura di Un partito è un partito. Cioè?

Appello a Napolitano affinchè agisca secondo lo spirito di Don Milani

Di fronte al degrado morale e politico che sta investendo l’Italia gli allievi di Don Milani hanno scritto al Presidente della Repubblica il testo che segue, per chiedergli di dire chiare parole di condanna per lo stato di fatto che si è venuto a creare e di fare obiezione di coscienza ogni volta che è chiamato a promulgare leggi che insultano nei fatti lo spirito della Costituzione.

Se lo condividi ti invitiamo a mandare un messaggio a Napolitano presidenza.repubblica@quirinale.it in cui dichiari di sottoscrivere l’appello inviato l’11 aprile 2011,  dagli allievi di Don Milani.


LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ON.GIORGIO NAPOLITANO

Signor Presidente,

lei non può certo conoscere i nostri nomi: siamo dei cittadini fra tanti di quell’unità nazionale che lei rappresenta.

Ma, signor Presidente, siamo anche dei “ragazzi di Barbiana”. Benchè nonni ci portiamo dietro il privilegio e la responsabilità di essere cresciuti in quella singolare scuola, creata da don Lorenzo Milani, che si poneva lo scopo di fare di noi dei “cittadini sovrani”. Alcuni di noi hanno anche avuto l’ulteriore privilegio di partecipare alla scrittura di quella Lettera a una professoressa che da 44 anni mette in discussione la scuola italiana e scuote tante coscienze non soltanto fra gli addetti ai lavori.

Il degrado morale e politico che sta investendo l’Italia ci riporta indietro nel tempo, al giorno in cui un amico, salito a Barbiana, ci portò il comunicato dei cappellani militari che denigrava gli obiettori di coscienza. Trovandolo falso e offensivo, don Milani, priore e maestro, decise di rispondere per insegnarci come si reagisce di fronte al sopruso. Più tardi, nella Lettera ai giudici, giunse a dire che il diritto – dovere alla partecipazione deve sapersi spingere fino alla disobbedienza: “In quanto alla loro vita di giovani sovrani domani, non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando avallano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate”.

Questo invito riecheggia nelle nostre orecchie, perché stiamo assistendo ad un uso costante della legge per difendere l’interesse di pochi, addirittura di uno solo, contro l’interesse di tutti. Ci riferiamo all’attuale Presidente del Consiglio che in nome dei propri guai giudiziari punta a demolire la magistratura e non si fa scrupolo a buttare alle ortiche migliaia di processi pur di evitare i suoi.

In una democrazia sana, l’interesse di una sola persona, per quanto investita di responsabilità pubblica, non potrebbe mai prevalere sull’interesse collettivo e tutte le sue velleità si infrangerebbero contro il muro di rettitudine contrapposto dalle istituzioni dello stato che non cederebbero a compromesso. Ma l’Italia non è più un paese integro: il Presidente del Consiglio controlla la stragrande maggioranza dei mezzi radiofonici e televisivi, sia pubblici che privati, e li usa come portavoce personale contro la magistratura. Ma soprattutto con varie riforme ha trasformato il Parlamento in un fortino occupato da cortigiani pronti a fare di tutto per salvaguardare la sua impunità.

Quando l’istituzione principe della rappresentanza popolare si trasforma in ufficio a difesa del Presidente del Consiglio siamo già molto avanti nel processo di decomposizione della democrazia e tutti abbiamo l’obbligo di fare qualcosa per arrestarne l’avanzata.

Come cittadini che possono esercitare solo il potere del voto, sentiamo di non poter fare molto di più che gridare il nostro sdegno ogni volta che assistiamo a uno strappo. Per questo ci rivolgiamo a lei, che è il custode supremo della Costituzione e della dignità del nostro paese, per chiederle di dire in un suo messaggio, come la Costituzione le consente, chiare parole di condanna per lo stato di fatto che si è venuto a creare. Ma soprattutto le chiediamo di fare trionfare la sostanza sopra la forma, facendo obiezione di coscienza ogni volta che è chiamato a promulgare leggi che insultano nei fatti lo spirito della Costituzione. Lungo la storia altri re e altri presidenti si sono trovati di fronte alla difficile scelta: privilegiare gli obblighi di procedura formale oppure difendere valori sostanziali. E quando hanno scelto la prima via si sono resi complici di dittature, guerre, ingiustizie, repressioni, discriminazioni.

Il rischio che oggi corriamo è lo strangolamento della democrazia, con gli strumenti stessi della democrazia. Un lento declino verso l’autoritarismo che al colmo dell’insulto si definisce democratico: questa è l’eredità che rischiamo di lasciare ai nostri figli. Solo lo spirito milaniano potrà salvarci, chiedendo ad ognuno di assumersi le proprie responsabilità anche a costo di infrangere una regola quando il suo rispetto formale porta a offendere nella sostanza i diritti di tutti. Signor Presidente, lasci che lo spirito di don Milani interpelli anche lei.

Nel ringraziarla per averci ascoltati, le porgiamo i più cordiali saluti

Francesco Gesualdi, Adele Corradi, Nevio Santini, Fabio Fabbiani, Guido Carotti, Mileno Fabbiani,Nello Baglioni, Franco Buti, Silvano Salimbeni, Enrico Zagli, Edoardo Martinelli, Aldo Bozzolini

MANIFESTAZIONE PER LA SALINA 9 APRILE 2011

Organizzano a Saline di Volterra il 9 Aprile alle ore 10,30 una manifestazione davanti allo Stabilimento della SALINA per sensibilizzare e far conoscere all’opinione pubblica la grave situazione della fabbrica, in difesa dei posti di lavoro, della storia del territorio, per poter mantenere aperta l’attività.

Seguirà conferenza stampa presso i locali dell’ex Dopolavoro Monopoli.

Si fa appello affinché la popolazione intervenga con massiccia presenza per dimostrare che il paese di Saline di Volterra e la storia di un territorio intero deve essere salvaguardata e rilanciata per lo sviluppo di un miglior futuro.

Interverranno i rappresentanti delle Istituzioni locali, provinciali e regionali.

MONICA SGHERRI ALLA MANIFESTAZIONE PER ATISALE

Esprimo solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Salina di Volterra che stanno vivendo mesi di incertezza rispetto al futuro del loro posto di lavoro e parteciperò alla manifestazione di sabato prossimo 9 aprile di fronte allo stabilimento volterrano, organizzata dalle RSU aziendali per sensibilizzare e far conoscere all’opinione pubblica, ai rappresentanti politici e istituzionali, la grave situazione della fabbrica che rischia seriamente di chiudere. Sul tema sarà discussa nella prossima seduta del Consiglio Regionale, martedì o mercoledì prossimi, l’interrogazione che ho a suo tempo presentato su questa vicenda, interrogazione presentata insieme al collega del Gruppo Consiliare Paolo Marini. Così Monica Sgherri – Capogruppo della “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale. Siamo di fronte – ha proseguito Sgherri – ad una situazione aziendale di forte incertezza sul futuro del sito produttivo e ad una mancanza di investimenti per il rinnovo degli impianti che rendono assai dubbia la sicurezza dei medesimi e ne minano le capacità produttive. Una situazione che, a quanto ci consta, rispetto al mese di luglio quando fu presentata l’interrogazione non ha avuto miglioramenti ed anzi è peggiorata. L’impegno è quindi di seguire con attenzione l’evolversi della situazione e porre in atto tutti i passaggi affinché la Regione intervenga con ogni azione possibile per contribuire a garantire il futuro di questa realtà produttiva, di grande rilevanza per l’area pisana e per la toscana tutta.

MONICA SGHERRI

componente della 6° Commissione – territorio e ambienteRegione Toscana

Capo del Gruppo Consiliare Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

In allegato l’interrogazione che verrà discussa in aula la settimana prossima

IO069 saline.doc (48Kb)