Archivi del mese: giugno 2011

Giorgio Pecorini Milano da amare

da “Il Manifesto” del 25 giugno 2011

«Mai visto»: così nella sua bella cronaca sul manifesto del 21/6 Giorgio Salvetti lapidariamente spiega la ventata d’aria nuova e pulita respirata al consiglio comunale di Milano per la seduta d’insediamento della nuova giunta e del nuovo sindaco di centro sinistra. È vero: la maggior parte dei milanesi di mezz’età e tutti i giovani nati e cresciuti nell’era berlusconiana non hanno certo mai visto una simile vicinanza tra “piazza e palazzo”, un’eguale voglia di partecipazione da parte dei cittadini e di disponibilità da parte degli amministratori. Ma ai vecchi, se han conservato un minimo di lucidità e memoria, tocca testimoniare d’averle invece già viste e vissute quelle stesse cose ed emozioni. E soprattutto a chi, come a me, è toccato addirittura di raccontarle.
Sto per compiere 87 anni e sono un cronista. Ho imparato a farlo quel mestiere poco più che ragazzo, all’indomani della Liberazione, seguendo accanto a Fedele Toscani, il fotoreporter del Corriere della sera i gravi problemi, l’enorme entusiasmo e i non rari scempi della ricostruzione della mia città, Milano, attraverso il lavoro della giunta e del consiglio comunale. Ero un “cane sciolto”, “compagno di strada” della sinistra, “utile idiota” per le destre; e tale sono rimasto, assieme a mia moglie.
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MOZIONE SULLA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA

Ho messo all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale che si terrà martedì 28 giugno questa mozione per dar seguito politico alla grande vittoria referendaria del 12 e 13 giugno.


Il Consiglio Comunale

Premesso

che l’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e, pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile e all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo, un diritto universale, indivisibile, che si può annoverare fra quelli di cui all’articolo 2 della Costituzione;

che con la promulgazione della Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell’acqua come “bene comune” per eccellenza si è progressivamente affermata a livello  mondiale;

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Fabrizio Longarini racconta l’eccidio del Padule di Fucecchio

184 persone trucidate, assassinate a sangue freddo in seguito ad una sistematica pianificazione, possono avere giustizia anche a 67 anni di distanza? Si tratta di 94 uomini (soprattutto anziani), 63 donne e 27 bambini, che furono le vittime innocenti e inconsapevoli di una cieca e devastante furia, da parte di un esercito regolare in ritirata, in una splendida giornata di sole: il 23 agosto 1944. La strage del Padule di Fucecchio.

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LEGITTIMO GODIMENTO

Riporto il commento di Marco Travaglio sui risultati dei referendum, perchè quando ci vuole, ci vuole:

 

Siccome aborriamo il carro dei vincitori e, appena vinciamo, cominciamo a starci un po’ sui cogl… anche noi, ringraziamo gli sconfitti che invece ci stanno simpaticissimi.

Grazie, B., per aver rilanciato tre anni fa il nucleare, affidandolo per giunta a quell’affidabile personcina di Scajola. Grazie, gerarchi Pd, per aver detto che Di Pietro, raccogliendo le firme, faceva il gioco di B. e per aver tenuto le mani in pasta nelle municipalizzate pubbliche e miste, favoleggiato di “nucleare sicuro di quarta generazione” e teorizzato una modica quantità di immunità.

Grazie, Pompiere della Sera, per avere scritto che non bisogna demonizzare B. parlando dei suoi processi, che non interessano a nessuno perché la gente “vuole parlare di programmi”. Grazie, gerarchi Pd, per aver creduto al Pompiere della Sera.

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LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA DI VOLTERRA

Abbiamo condiviso e sostenuto il progetto “il parto in alta val di Cecina un modello organizzativo possibile” e ora leggiamo con preoccupazione la relazione finale sul progetto presentata dal Direttore Generale dell’USL 5 dr. Damone.

Le conclusioni del Direttore Generale sono che l’Area del parto fisiologico “non è più sostenibile sotto il profilo della sicurezza, sia per le gestanti che per gli operatori sanitari, e termina come modello gestionale con il 30 giugno 2011”, avendo una frequenza di due-tre parti al mese e con un costante aumento del numero delle donne della Val di Cecina che preferiscono partorire fuori sede. Mentre, secondo il Direttore Generale, il progetto ha prodotto buoni risultati nelle attività di monitoraggio delle gravidanze e nelle attività ginecologiche, sia territoriali che ospedaliere. Continua la lettura di LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA DI VOLTERRA