Salgemma, la Regione fa appello

Il Tirreno

26 febbraio 2011 —   pagina 07   sezione: Cecina

ROSIGNANO. «Ora la Regione ci ascolti» avevano chiesto Wwf e Italia Nostra dopo lo stop del Tar alle concessioni per il salgemma. La Regione si è mossa sì, ma facendo appello alle sentenze del tribunale amministrativo regionale. Il ricorso è racchiuso nel decreto numero 174 firmato dal dirigente responsabile Lucia Bora e disponibile anche sul sito della Regione Toscana.
La seconda sezione del Tar, infatti, nel dicembre scorso – accogliendo i ricorsi degli ambientalisti presentanti nel 2009 dall’avvocato Claudio Tamburini (lo stesso assoldato dal comitato del no al terminal gas) – aveva in sostanza annullato le concessioni minerarie “Cecina”, “Volterra” e “Poppiano”, stoppando l’estrazione a scopo industriali del salgemma. Provvedimento che è incide sui decreti che rinnovano per 30 anni le concessioni minerarie a Solvay e Atisale nei comuni di Volterra, Pomarance e Montecatini Val di Cecina. Decisione, quella del Tar, che ha portato una certa preoccupazione all’interno di Solvay per gli eventuali contraccolpi. E la stessa multinazionale, sul Tirreno del 26 gennaio scorso, annunciava ricorso al Consiglio di stato.
Ricorso che la Regione ha già deciso di proporre verso le sentenze del Tar (la numero 6867/2010 e 6868/2010) «dal momento – si legge nel testo in cui la Regione dà l’incarico di inviduare i legali a cui affidare l’appello – che la mancata coltivazione delle miniere di sale comporterebbe l’interruzione o quanto meno una forte diminuzione del processo produttivo della Solvay, con evidenti implicazioni sotto il profilo economico-occupazionale». Il salgemma, infatti, è una materia prima che col calcare estratto nelle cave di San Carlo è indispensabile per la produzione di soda e bicarbonato.

Ma.Mo.

Decreto per ricorso sentenza TAR

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