Breve resoconto del Consiglio Comunale del 2 marzo 2011

E’ iniziato con un minuto di silenzio per lo sfregio razzista del manifesto funebre di Adelina ed è partita subito la polemica nei miei confronti per quello che avevo scritto a proposito dell’ignavia dei consiglieri comunali della lista civica, incapaci di prendere posizione sulle leggi razziste del governo.

Nella risposta alla interrogazione sulle dichiarazioni fatte sulla stampa da Luigi Cocucci a proposito del piano parcheggi inesistente e del progetto per il nuovo Museo Guarnacci, il sindaco ha continuato nella sua politica di omertà e di negazione di qualsiasi informazione, lo stesso ha fatto il Moschi. Meno male che è intervenuto Fabio Bernardini il quale ha accennato che in effetti c’era stata una discussione dura in giunta sull’opportunità di affidare l’incarico di redigere il progetto di ristrutturazione del Guarnacci all’architetto di Camaiore, indagato dalla magistratura.

Poi siamo passati al protocollo d’intesa con la Regione sulla sanità. Il documento è di pessima qualità, scritto senza un filo conduttore, altalenante tra grandi affermazioni di principio e minuzie organizzative inutili. Spero che a livello regionale sarà riscritto con criterio da qualche esperto in materia sanitaria. Quello che interessa principalmente alla lista civica è il progetto di ristrutturazione edilizia dell’ospedale e su questo si trova d’accordo con il PD, il resto passa in secondo piano. E’ stato introdotto qualche concetto di salvaguardia dei servizi di base, di lavoro in rete con gli ospedali vicini, di attenzione alla qualità delle prestazioni. Non è stata accettata la mia proposta di ridiscutere della RASD (nuovo manicomino di 34 posti letto).

E’ stata approvata all’unanimità la mozione di Rosa dello Sbarba – Città Aperta sulle politiche di zona per dare seguito agli accordi regionali sull’impiego dei finanziamenti della geotermia con progetti intercomunali. Naturalmente il campanilismo della lista civica non fa sperare niente su questa strada.

Siamo arrivati alla chicca della serata. Non me lo aspettavo. La mozione della Bassini – Il Popolo per Volterra sul welfare comunale non era messa a caso. Si è sviluppata un discussione politica sul quoziente familiare da usare per le politiche sociali, con una interessante Sonia Guarneri, la quale ha illustrato gli effetti negativi del quoziente familiare se, dietro al paravento del sostegno alle famiglie numerose, si ripartiscono le risorse sottraendole ai reali casi di bisogno. Ha proposto di valutare l’introduzione del quoziente familiare in aggiunta all’ISEE comparando gli effetti positivi per le famiglie numerose e gli effetti negativi negli altri casi. In più ha proposto una mozione per equiparare le famiglie di fatto e quelle derivanti dal matrimonio nelle politiche sociali, giudicando negativamente la legislazione nazionale in materia e la politica ostile dello stato alle famiglie di fatto. E’ venuto fuori uno scontro politico vero. Con furiosi conciliaboli e con la solita sospensione per consultarsi in segreto, i superstiti della lista civica hanno maturato la decisione che era meglio scegliere la Bassini e lasciare alla deriva il Progetto Originario e le sue posizioni laico progressiste. Così la lista civica si è ancora meglio qualificata non solo di destra, ma anche di destra clericale.

La mozione presentata da me sulla Solvay è stata approvata all’unanimità con qualche emendamento utile.

Ultima tappa la discussione sul caso Costa. Fabio Bernardini ha proposto una mozione, approvata all’unanimità, che impegna il sindaco a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Il sindaco e i superstiti della lista civica hanno scelto il male minore, anche se il male minore consiste nel denunciare i loro amici di merende. Ma non avevano altra scelta. E così si va avanti ancora per qualche mese.

Un pensiero su “Breve resoconto del Consiglio Comunale del 2 marzo 2011

  1. Non male anche il passaggio sulla ricostituzione delle commissioni consiliari, dovuta alla scissione di PO. Quando abbiamo dimostrato che il calcolo dei componenti delle nuove commissioni proposto da quanto resta di “Uniti per Volterra” era sbagliato a pro loro. Le commissioni, quindi, sono state nuovamente ridisegnate con i criteri previsti dal Testo Unico e dallo statuto comunale illustrati da Luigi Cocucci.

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