LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA DI VOLTERRA

Abbiamo condiviso e sostenuto il progetto “il parto in alta val di Cecina un modello organizzativo possibile” e ora leggiamo con preoccupazione la relazione finale sul progetto presentata dal Direttore Generale dell’USL 5 dr. Damone.

Le conclusioni del Direttore Generale sono che l’Area del parto fisiologico “non è più sostenibile sotto il profilo della sicurezza, sia per le gestanti che per gli operatori sanitari, e termina come modello gestionale con il 30 giugno 2011”, avendo una frequenza di due-tre parti al mese e con un costante aumento del numero delle donne della Val di Cecina che preferiscono partorire fuori sede. Mentre, secondo il Direttore Generale, il progetto ha prodotto buoni risultati nelle attività di monitoraggio delle gravidanze e nelle attività ginecologiche, sia territoriali che ospedaliere.

Noi avevamo sperato che il modello del parto naturale a Volterra potesse essere attrattivo anche per le donne di altre zone, ma ciò non è avvenuto, anzi è avvenuto il contrario.

Di fronte alla notizia della chiusura del centro nascita, riconfermiamo il nostro parere che in campo sanitario debbano essere considerati principi irrinunciabili l’universalità e la sicurezza delle cure. Ciò significa che tutti i cittadini devono avere garantito l’accesso alle strutture sanitarie per ricevere l’assistenza necessaria e aggiornata dal punto di vista degli strumenti tecnologici, della professionalità e dell’esperienza degli operatori.

Non ci pare che possa essere sufficiente aggrapparsi al giudizio positivo sul lavoro del personale sanitario oppure all’esperienza positiva vissuta dalle donne che hanno partorito nella nostra struttura. Se i protocolli scientifici aggiornati in materia di parto consigliano di non insistere, per motivi di sicurezza, con strutture frequentate da piccolissimi numeri, riteniamo che non si debba insistere, ma che si debba pretendere comunque la garanzia di un livello adeguato di assistenza per gli abitanti di questa zona. In questo senso la Direzione Sanitaria non può limitarsi ad annunciare la chiusura del centro nascita senza discutere con le rappresentanze politiche e sociali il nuovo assetto dei servizi territoriali necessari al mantenimento del diritto alla salute per i residenti della Val di Cecina:

  1. un monitoraggio accurato della gravidanza sul territorio e presso il nostro presidio ospedaliero, con un accompagnamento assistito verso l’ospedale scelto per il parto;
  2. un’accoglienza negli ospedali vicini, al momento del parto, che riduca al minimo il prevedibile disagio delle partorienti e dei familiari che arrivano da lontano e che dia loro la possibilità di vivere l’evento nascita in maniera confortevole, con la famiglia;
  3. Un adeguato servizio di trasporto sanitario assistito;
  4. un impegno per garantire le attività sanitarie territoriali appropriate nel post-partum.

Il controllo politico-sociale e la partecipazione democratica dei cittadini nella trasformazione della sanità devono garantire che la necessaria evoluzione vada in favore della salute dei cittadini e, nella situazione di Volterra, non potremmo accettare che la chiusura del punto nascita rappresenti un abbassamento del livello di assistenza e un altro passo verso il “progressivo smantellamento” del nostro presidio ospedaliero.

Anzi, per quanto riguarda l’ospedale di Volterra, noi riteniamo che debba essere migliorato il servizio offerto dal pronto soccorso, che debbano essere mantenute e migliorate le attività di base della diagnostica, della chirurgia e della medicina, utilizzate in rete con gli altri ospedali della provincia, che debbano essere investite le risorse necessarie per le tecnologie e per l’aggiornamento del personale sanitario e tecnico.

Riteniamo che debba essere assicurata la continuità tra le prestazioni ospedaliere e gli altri servizi riabilitativi. Attualmente sono frequenti le dimissioni di persone che devono tornare a casa in condizioni precarie dopo interventi chirurgici, in attesa del loro turno per la riabilitazione.

Riteniamo che debba essere potenziata l’attività sanitaria e sociale territoriale.

Riteniamo che debba essere potenziato il servizio del trasporto sanitario assistito, compreso l’elisoccorso con la realizzazione della piazzola vicina all’ospedale e con la garanzia del servizio nell’arco delle ventiquattro ore.

Riteniamo che le attività della riabilitazione debbano proseguire nel lavoro positivamente avviato di ricerca scientifica e tecnologica e debbano trovare un miglioramento strutturale.

A nostro parere questo è il modo per assicurare al meglio il servizio di assistenza sanitaria e sociale ai cittadini di questa zona.

RIFONDAZIONE COMUNISTA

LA SINISTRA PER VOLTERRA

Relazione finale del Direttore Generale dr. Damone

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