Il Comune si “dimentica” la Liberazione di Volterra.

Nel Paese del sottosopra, può succedere anche questo; che l’Amministrazione Comunale di Volterra trascuri e non preveda nessun avvenimento, conferenza, commemorazione per ricordare la Liberazione della città avvenuta il 9 luglio del 1944. Confermando per l’ennesima volta la totale mancanza di rispetto verso i volterrani antifascisti e non, e la completa ignoranza, a questo punto temiamo voluta, di fatti e avvenimenti del nostro retaggio culturale, della nostra storia e del nostro vissuto. I cittadini volterrani non meritano questo atteggiamento cialtronesco e menefreghista da parte di chi è al governo della città, governanti e amministratori che non si smentiscono mai! Infatti domenica scorsa 3 luglio, per la prima volta dopo 66 anni, il gonfalone del Comune di Volterra, non era presente alla commemorazione dell’eccidio di Guardistallo, suscitando l’indignazione dei volterrani presenti, che però avevano la bandiera e rappresentavano l’ANPI di Volterra, e delle altre rappresentanze di Comuni, Provincia e Regione. Il Sindaco, o chi lo rappresentava, era solito deporre una corona al cippo del partigiano volterrano Sante Fantozzi, comandante di battaglione e poi commissario politico della III Brigata volante Garibaldi, che cadde combattendo la mattina del 29 giugno ’44, sulla strada che da Cecina conduce a Guardistallo, nei pressi del podere “Brucia”. “Primola”, il suo nome di battaglia, era uno dei partigiani politicamente più preparati, a lui fu intitolata la sede del Partito Comunista in via S:Lino. Pensare che la settimana passata il Sindaco aveva scritto sulle pagine del settimanale cittadino: “ credo che Volterra sia una città che merita molto di più di quanto ha avuto negli ultimi decenni. E noi stiamo lavorando per rendere questo possibile…”. Superfluo dire che stanno lavorando proprio bene per cercare di cancellare valori e memoria. I giorni immediatamente precedenti la Liberazione di Volterra, furono ricchi di avvenimenti tra i tedeschi che sparavano su ogni cosa si muovesse e gli americani che cannoneggiavano; tra i più salienti ricordiamo la difesa della Porta all’Arco il simbolo di Volterra, uno dei reperti etruschi più conosciuti al mondo e lo scoppio della Caserma fatta saltare dai tedeschi in ritirata: gli otto morti volterrani di quel giorno evidentemente per qualcuno non meritano ne il ricordo, ne il rispetto dovuto. Alla fine della serata organizzata dall’ANPI, che oltre alla Liberazione della città, ricordava la fattiva partecipazione dei fascisti pisani e volterrani alla repubblica fantoccio di Salò, a cura del relatore ing. Roberto Benassi dell’ANPI di Cascina, il direttivo dell’ANPI ha portato dei fiori alla lapide che a Porta a Selci ricorda l’ingresso degli americani in città. Pensare che c’è qualcuno che anche il 25 aprile festeggiando in maniera “alternativa” i fiori li porta alle croci dei soldati americani al cimitero di Firenze. Dimenticando che erano loro che sparavano contro quegli stessi soldati, i partigiani stavano con gli alleati e liberavano il Paese! Ricordare per tutti noi è un’azione, un’azione che ne apre un’altra, che si trasferisce dai protagonisti, dai superstiti di quei giorni con la loro elevatezza morale, con il complesso significato politico e storico, con il peso stesso talvolta grave e dolente, delle sofferenze umane, ai giorni grevi che stiamo attraversando. Raccontare e ricordare , è voler affermare che non ci dovrà essere in futuro più bisogno di tanta sofferenza e di tali sacrifici. Per gli Antifascisti e per i Partigiani non ci può essere prescrizione e soprattutto non ci dovrà essere il tentativo di cancellare a colpi di spugna, la storia. Ne il tentativo di equiparare repubblichini e partigiani, ne cancellare la norma che vieta la ricostituzione del partito fascista; anche se i fascisti, troppi, sono fra noi. Nessun oblio !!

ANPI Sezione di Volterra

 

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