UN BELL’ESEMPIO DI POLITICA MUNICIPALISTICA

Quando parlo di chiusura municipalistica della lista civica sembra che io voglia fare un torto a quelli che, in buona fede, hanno la missione del bene supremo di Volterra.

Tuttavia, non posso fare a meno di denunciare un fatto concreto di politica municipalistica, che produrrà un danno certo in nome del bene supremo di Volterra.

Quest’anno non ci sono sufficienti iscritti alla quarta ginnasio e per scongiurare la chiusura della prima classe del liceo che cosa ti escogita il nostro sindaco? Chiede alla Cassa di Risparmio di Volterra di finanziare il trasferimento di un gruppo di giovani terremotati che dall’Aquila siano disposti a venire a studiare a Volterra facendoli iscrivere alla nostra quarta ginnasio.

La Cassa di Risparmio ci mette più fantasia e decide di lavorare immediatamente al progetto di salvataggio del Liceo di Volterra. Il progetto consiste nell’assegnazione di dodici borse di studio a studenti meritevoli residenti nelle settantacinque zone della Toscana dove opera la Cassa oppure residenti nelle zone terremotate dell’Abruzzo, naturalmente se disposti ad accettare di trasferirsi a Volterra e ad iscriversi alla quarta ginnasio.

Sono certo che nessuno dei benefattori volterrani si è domandato quanto un dono di questo genere sia gradito ai ragazzi e alla famiglie delle città toscane a noi vicine o a quelle dell’Abruzzo terremotato. No, nessuno di questi benefattori si è domandato se sarebbe contento di mandare suo figlio quattordicenne a studiare 500 chilometri lontano da casa, come se già non avesse subito il terremoto. Ma questo particolare non è importante perché loro hanno una missione da compiere che è il bene supremo di Volterra.

Segnalo questo bell’esempio di politica municipalistica messa in atto dalla maggioranza che governa il Comune con l’aiuto dalla Cassa di Risparmio di Volterra.

Questa politica a noi di Sinistra per Volterra non piace. Con gli ottantatremila euro del progetto si sarebbe potuto scegliere di aiutare le famiglie abruzzesi colpite dal terremoto oppure si sarebbe potuto scegliere di aiutare il liceo di Volterra a migliorare la sua offerta formativa e, di conseguenza, ad aumentare le iscrizioni. Mentre l’azione intrapresa denota una totale confusione e non risolve nessuno dei due problemi, né quello della continuità degli studi per gli studenti abruzzesi delle zone terremotate, né quello della crisi del liceo di Volterra che certamente è un problema di qualità dell’offerta formativa messa in crisi dai tagli governativi e dalla precarietà dell’insegnamento.

Danilo Cucini

consigliere comunale

LA SINISTRA PER VOLTERRA

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