ODG SULLA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO

Il Consiglio Comunale

Premesso che:

La crisi generale che sta attraversando il mondo capitalistico è tra le più gravi della storia, paragonabile a quella del 1929, che fu tra le principali cause dell’ascesa in Europa di molti regimi fascisti, del nazismo e della seconda guerra mondiale;

La fuga di ingenti capitali dagli impieghi produttivi verso la speculazione finanziaria sta aumentando ulteriormente la bolla speculativa e oggi le transazioni finanziarie mondiali valgono circa cento volte il valore della produzione reale;

Da una crisi così profonda non si esce se non modificando a fondo gli assetti sociali e democratici. Sussistono i rischi di una involuzione autoritaria volta a comprimere gli spazi di espressione della dialettica sociale e le condizioni di vita dei lavoratori e delle classi popolari. E’ ormai evidente che una parte del padronato punta a questa ipotesi e, per questo, sta alimentando un attacco deciso, talvolta frontale, talvolta subdolo, alle strutture e alle garanzie democratiche, utilizzando il populismo, il qualunquismo, l’egoismo, inventando falsi obiettivi e falsi nemici quali l’Islam, gli immigrati ecc.;

La manovra economica del Governo si inserisce in questo quadro e deriva direttamente dalla scelta delle autorità monetarie di salvare le banche e la speculazione impantanate in alcuni stati, Grecia Spagna Irlanda, attraverso prestiti da finanziare con nuovi tagli ai bilanci pubblici;

La manovra economica del governo è rivolta essenzialmente contro gli strati popolari (ritardi nei pensionamenti, blocco delle assunzioni, blocco delle retribuzioni, taglia alla finanza locale e regionale e quindi ai servizi pubblici di primaria importanza e alla sanità) e a svantaggio di settori strategici per il progresso civile ed economico (scuola, cultura, ricerca);

Inoltre le ipotesi di condoni edilizi e fiscali più o meno mascherati incentiveranno ulteriormente forme di trasgressione alle regole e costituiranno un attacco al corretto governo del territorio;

I rischi di aggravare così la tenuta economica, sociale e democratica dell’Europa e del nostro paese in particolare sono evidenti.

Serve quindi contrapporre proposte alternative e a questo scopo il Consiglio Comunale

Chiede

al Governo, alle parti sociali e alle autorità europee che si invertano le fallimentari politiche economiche e sociali degli ultimi decenni e che si affronti la grave crisi in atto attraverso misure tendenti a:

  1. bloccare la speculazione, proibendo o tassando adeguatamente operazioni finanziarie esclusivamente speculative e obbligando la Banca europea ad acquistare i titoli dei paesi attaccati dalle borse;
  2. combattere efficacemente l’evasione e l’elusione fiscale;
  3. tassare le rendite che godono in Italia di trattamenti di favore;
  4. accentuare la progressività delle imposte;
  5. ridurre le spese militari;
  6. rinunciare a inutili “grandi opere”;
  7. sostenere gli strati sociali maggiormente colpiti dalla crisi estendendo e generalizzando gli ammortizzatori sociali, finalizzandoli alla prevenzione dei licenziamenti;
  8. invertire il processo di precarizzazione del lavoro;
  9. investire nei settori strategici e rilanciare il ruolo dello stato nel governo dell’economia, nella gestione dei servizi pubblici, nella promozione della cultura e della ricerca;

Chiede alla Regione Toscana

di approvare misure anticrisi che vadano nella stessa direzione, così come proposto nella scorsa legislatura dalla Federazione della Sinistra.

Impegna il Sindaco e la Giunta

  1. a contrastare i processi di privatizzazione dei servizi comunali e ad avviare un percorso graduale di ripubblicizzazione;
  2. a praticare tariffe dei servizi comunali, aliquote fiscali e misure di sostegno che abbiano un occhio di riguardo verso i ceti più colpiti dalla crisi;
  3. a farsi promotore di una progettualità per promuovere l’economia locale basata sulla qualità e sulle importanti e peculiari risorse esistenti.

Volterra 11 giugno 2010

DANILO CUCINI

La Sinistra per Volterra

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