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Nei guai i furbetti del mattone dell’operazione Casa alle Monache

Ho sempre sostenuto che Casa alle Monache era un progetto di edilizia speculativa, come tanti altri progetti simili nel territorio aperto di Volterra consentiti dal piano strutturale e dal regolamento urbanistico in vigore. La Giunta Buselli e il Consiglio Comunale, con solo il mio voto contrario, hanno approvato quel progetto attribuendogli possibilità occupazionali e di sviluppo del territorio.

Eccoci arrivati ai primi risultati concreti di una scelta politica che continuo a ritenere profondamente sbagliata. Infatti dall’edilizia speculativa non possiamo aspettarci altro che danni all’ambiente e al paesaggio, illegalità, lavoro nero e miseria per i lavoratori.

VILLAGGIO DI CASA ALLE MONACHE http://www.danilocucini.it/?p=604

DA CASA ALLE MONACHE A POGGIO ALLE CROCI http://www.danilocucini.it/?p=811

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Il Tirreno

martedì 21 febbraio 2012

di Francesca Suggi

VOLTERRA. Sicurezza quella sconosciuta. Una nube fatta di ispezioni, denunce e sospensione dell’attività si abbatte sul maxi complesso immobiliare di Casa alle Monache, con i suoi 23 appartamenti, piscina, campi da tennis, parcheggi. Grazie a un blitz congiunto tra carabinieri e personale dell’Ispettorato del lavoro di Pisa finisce nei guai una sorta di “cricca edile” di polacchi impegnati, a vario titolo nell’operazione. Ben due ditte nel settore dell’edilizia impegnate a fare i lavori nel complesso vengono denunciate per violazione sulla normativa della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta dei due titolari, due polacchi uno di 60 anni e l’altro di 52 anni. Entrambe vengono sospese dall’attività: alle loro dipendenze altri cinque lavoratori polacchi. Praticamente fantasma: tutti, infatti, lavoravano al nero. Tra le inadempienza quella della mancanza del collegamento degli impianti a terra: della serie, con un corto circuito, c’era il rischio di morire folgorati. Nei guai – denunciato pure lui – anche il procuratore, legale rappresentante della società Villa alle Monache Gmbh – con sede a Castegneto Carducci -, Kobalka Marek Zbigniew in quanto, avrebbe omesso di verificare gli adempimenti sulla sicurezza previsti dalla legge e non avrebbe comunicato alle autorità competenti l’ingresso delle due ditte edili nel cantiere. Il nome del legale rappresentante, nato a Varsavia, ricorre pure in una determina dirigenziale del Comune di Volterra del 2 dicembre 2011 relativa all’autorizzazione allo scarico fuori fognatura, con prescrizioni.

Centrale turbo-gas nella fabbrica Altair di Saline

E’ in costruzione una centrale turbo-gas nella fabbrica Altair di Saline di Volterra per la produzione di energia elettrica. L’atto amministrativo della Provincia di Pisa che autorizza l’impianto porta la data del 29 dicembre 2010, ma la notizia non è mai passata sui giornali, nonostante si tratti di una cosa importante, per i suoi risvolti, positivi o negativi.

Da tempo erano in discussione diverse ipotesi di costruzione d’impianti in grado di abbattere i costi della bolletta energetica per le fabbriche di Saline. Tra le diverse ipotesi in campo, geotermia, fotovoltaico, cogenerazione, un impianto di cogenerazione alimentato a gas è certamente la soluzione più pesante dal punto di vista ambientale.

Naturalmente non esprimo giudizi di carattere tecnico non avendo la competenza necessaria, mi sento però in dovere di denunciare la totale disinformazione dei cittadini di Volterra ed in particolare di quelli della frazione di Saline, che avranno l’impianto turbo-gas praticamente nel centro abitato. Né le autorità provinciali competenti al rilascio delle autorizzazioni né il sindaco di Volterra, finto cultore del metodo di governo della democrazia partecipativa, si sono curati di informarli! L’avranno fatto per non far preoccupare i cittadini di Saline o per non disturbare i loro amici proprietari della fabbrica?

E’ necessario e indispensabile, invece, che i cittadini vengano portati a conoscenza delle caratteristiche di questo impianto industriale fin nei particolari tecnici, relativi alle modalità di funzionamento, alle ricadute economiche per l’impresa, all’impatto sull’ambiente circostante, alle conseguenze possibili sulla salute delle persone.

Pubblico gli atti di autorizzazione della Provincia, per recuperare, almeno tardivamente, un po’ d’informazione democratica.

Avvio procedim turbogas

Conferenza servizi turbogas

Determina autorizzazione

Tirreno 4 maggio 2011

GIORGIO CREMASCHI – I sindaci berlusconiani nel Partito democratico

Le reazioni degli enti locali di Terni alla sentenza ThyssenKrupp servono a capire perché Berlusconi si senta autorizzato a dire quel che dice contro i giudici e la magistratura. Mi si dirà che il linguaggio e i toni dei rappresentanti delle istituzioni umbre non sono gli stessi del Presidente del Consiglio. E’ assolutamente vero, nessuno nega la gravità estrema del linguaggio e delle scelte di Berlusconi. E, tuttavia, dobbiamo chiederci perché dopo una sentenza che per la prima volta inchioda alle sue responsabilità il gruppo dirigente e l’azienda dove è avvenuta una strage, vi siano state a sinistra, nel fronte che tutti i giorni accusa Berlusconi di voler sovvertire la Costituzione, reazioni come quelle del Sindaco e del Presidente della provincia di Terni. Costoro hanno subito paventato la possibilità che la ThyssenKrupp, troppo condannata, abbandoni l’Italia. Continua la lettura di GIORGIO CREMASCHI – I sindaci berlusconiani nel Partito democratico

MANIFESTAZIONE PER LA SALINA 9 APRILE 2011

Organizzano a Saline di Volterra il 9 Aprile alle ore 10,30 una manifestazione davanti allo Stabilimento della SALINA per sensibilizzare e far conoscere all’opinione pubblica la grave situazione della fabbrica, in difesa dei posti di lavoro, della storia del territorio, per poter mantenere aperta l’attività.

Seguirà conferenza stampa presso i locali dell’ex Dopolavoro Monopoli.

Si fa appello affinché la popolazione intervenga con massiccia presenza per dimostrare che il paese di Saline di Volterra e la storia di un territorio intero deve essere salvaguardata e rilanciata per lo sviluppo di un miglior futuro.

Interverranno i rappresentanti delle Istituzioni locali, provinciali e regionali.

MONICA SGHERRI ALLA MANIFESTAZIONE PER ATISALE

Esprimo solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Salina di Volterra che stanno vivendo mesi di incertezza rispetto al futuro del loro posto di lavoro e parteciperò alla manifestazione di sabato prossimo 9 aprile di fronte allo stabilimento volterrano, organizzata dalle RSU aziendali per sensibilizzare e far conoscere all’opinione pubblica, ai rappresentanti politici e istituzionali, la grave situazione della fabbrica che rischia seriamente di chiudere. Sul tema sarà discussa nella prossima seduta del Consiglio Regionale, martedì o mercoledì prossimi, l’interrogazione che ho a suo tempo presentato su questa vicenda, interrogazione presentata insieme al collega del Gruppo Consiliare Paolo Marini. Così Monica Sgherri – Capogruppo della “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale. Siamo di fronte – ha proseguito Sgherri – ad una situazione aziendale di forte incertezza sul futuro del sito produttivo e ad una mancanza di investimenti per il rinnovo degli impianti che rendono assai dubbia la sicurezza dei medesimi e ne minano le capacità produttive. Una situazione che, a quanto ci consta, rispetto al mese di luglio quando fu presentata l’interrogazione non ha avuto miglioramenti ed anzi è peggiorata. L’impegno è quindi di seguire con attenzione l’evolversi della situazione e porre in atto tutti i passaggi affinché la Regione intervenga con ogni azione possibile per contribuire a garantire il futuro di questa realtà produttiva, di grande rilevanza per l’area pisana e per la toscana tutta.

MONICA SGHERRI

componente della 6° Commissione – territorio e ambienteRegione Toscana

Capo del Gruppo Consiliare Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

In allegato l’interrogazione che verrà discussa in aula la settimana prossima

IO069 saline.doc (48Kb)

L’onore di Cipputi

Rossana Rossanda
Il Manifesto 16 gennaio 2010

Hanno votato tutti i salariati, a Mirafiori, sull’accordo proposto dall’amministratore delegato Marchionne. Tutti, una percentuale che nessuna elezione politica si sogna. E sono stati soltanto il 54% i sì e il 46% i no, un rifiuto ancora più massiccio di quello di Pomigliano. Quasi un lavoratore su due ha respinto quell’accordo capestro, calato dall’alto con prepotenza, ed esige una trattativa vera. Continua la lettura di L’onore di Cipputi

Rossana Rossanda Lettera al Presidente della Repubblica

All’ on. Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
Signor Presidente,
non credo di mettere in causa l’esercizio del Suo mandato al di sopra delle parti politiche e sociali, chiedendoLe, da semplice cittadina che ha avuto, anche se solo per età, il privilegio di seguire il lavoro dei costituenti, di voler intervenire con un richiamo al paese su quel che la Costituzione prescrive in tema di diritti sindacali. Gli articoli 39 e 40 infatti non sono, come può constatare anche una non giurista, principi ottativi che testimoniano di un indiscutibile spirito dei costituenti ma cui, per mancanza delle articolazioni successive, un cittadino non si può appellare per veder riconosciuto un suo diritto. Sono del tutto inequivoci e la loro attuazione è stata regolamentata dalle leggi. Continua la lettura di Rossana Rossanda Lettera al Presidente della Repubblica

La costituente Fiat

Marco Revelli
il Manifesto 12 gennaio 2011
In città si stanno moltiplicando i negozi con la vistosa insegna gialla «Compro oro». Erano pressoché sconosciuti fino a un paio di anni fa, ora crescono come funghi: appena un paio in centro, gli altri – decine – nelle ex barriere operaie, Borgo San Paolo, Barriera di Milano, Mirafiori sud… Acquistano tutto, anche le protesi dentarie. D’altra parte Torino ha fatto segnare nel 2010 il non invidiabile primato nella crescita dei pignoramenti di alloggi, con un +54,8% nei primi dieci mesi dell’anno rispetto al già duro 2009. E si calcola – sono dati impressionanti – che un 35-40% dei lavoratori metalmeccanici torinesi abbia fatto ricorso, nell’ultimo biennio, alla cessione del quinto dello stipendio, per pagare le rate in sospeso, o semplicemente per arrivare alla fine del mese. Continua la lettura di La costituente Fiat

SI QUELLO DI MARCHIONNE E’ FASCISMO AZIENDALE

Ma davvero bisogna abbassare i toni e non usare la parola fascismo per definire quanto sta avvenendo a Mirafiori, a Pomigliano, in Fiat? In tanti hanno considerato una forzatura l’uso di questa parola. Ma che scherziamo? Questa sarebbe la dimostrazione che chi si oppone all’accordo di Mirafiori è fuori dal tempo e dalla storia.

Vediamo allora in concreto cosa succederà a Mirafiori se si applica l’accordo. Oltre a danni drammatici alla condizione di lavoro e a tutti i loro diritti, i lavoratori perderanno le libertà sindacali. Gli unici sindacati ufficialmente ammessi in azienda saranno quelli firmatari dell’accordo, i quali avranno diritto a una rappresentanza sindacale da essi nominata. Quindi la Fiom e tutti coloro che si oppongono all’accordo saranno esclusi dalla rappresentanza sindacale che però, a sua volta, non sarà più elettiva ma di nomina dall’alto. Continua la lettura di SI QUELLO DI MARCHIONNE E’ FASCISMO AZIENDALE