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Le dimissioni di Giovanni Brunale

E’ tanto che non parlo di politica con Giovanni Brunale, ma immagino quali siano in questi giorni i suoi pensieri. Per questo sento il bisogno di fargli sapere che gli insulti dei civici (del partito del sindaco) rivolti contro di lui a commento delle sue dimissioni da presidente di Auxilium Vitae hanno colpito anche me e tutti i suoi vecchi compagni e amici.

Abbiamo fatto politica insieme fin da ragazzi con la passione di riscattare le condizioni delle classi popolari di cui facciamo parte e questo rimane il nostro comune obbiettivo. Il populismo non ci appartiene, anzi, lo combattiamo perchè sappiamo che è lo strumento con cui viene esercitato il potere proprio contro le classi popolari.

A Volterra, purtroppo, anche per nostri errori, c’è una palestra di populismo che si è installata nel Palazzo dei Priori, ma non ci sono grandi campioni, si possono battere.

Danilo Cucini

«Elettori traditi da questa lista civica»

BERNARDINI (PO)
«Elettori traditi da questa lista civica»

VOLTERRA. «Il sindaco avrebbe dovuto fare una riflessione pubblica verso gli elettori del progetto iniziale Uniti Per Volterra e assumersi verso tutti la responsabilità di dire che il volto della lista civica è cambiato, tanto da non rappresentare più completamente i voti delle persone che lo hanno sostenuto. Alla fine di questa considerazione forse avrebbe dovuto rimettere il mandato», il commento a caldo arriva direttamente dal capogruppo di Progetto Originario Fabio Bernardini. E ancora: «La domanda da fare è anche questa, la compagine attuale con le sue connotazioni politiche precise, garantisce l’attuazione di un programma elettorale specifico per cui le persone avevano votato?».

Tirreno 31 marzo 2011

ASSEMBLEA DI PROGETTO ORIGINARIO

Ho assistito all’assemblea di Progetto Originario ieri sera al cinema Centrale. I protagonisti della serata Bernardini, Guarneri, Cocucci hanno raccontato anche nei particolari la loro difficile convivenza in giunta con il Sindaco, Orsi e Moschi. Hanno criticato il metodo di lavoro del Sindaco, l’allontanamento degli assessori e della segretaria, alcune scelte politiche non condivise. Hanno dichiarato di essersi dimessi come assessori e di voler rimanere in consiglio come semplici consiglieri per svolgere il ruolo di controllo proprio dei consiglieri comunali. Sonia Guarneri ha concluso dichiarando di considerare fallita l’esperienza di governo della città della lista civica.

Come logica conseguenza di queste dichiarazioni di distanza dall’operato del Sindaco e dopo che, di fatto, si è aperta la crisi politica al Comune di Volterra con la dimissione in blocco dagli incarichi esecutivi di tutti gli appartenenti a Progetto Originario, mi sarei aspettato la separazione dei consiglieri di Progetto Originario dal gruppo consiliare della Lista Civica e il loro passaggio all’opposizione. Così non è stato, almeno per ora.

Non so proprio come debba essere valutata questa situazione. Anche l’antico democristiano Saro Palazzolo, che sembra essere molto partecipe della politica della Lista Civica e del Comune, ha detto che così non si può continuare e se non si ricuce lo strappo si va tutti a casa, come succederà al governo nazionale. Il Sindaco era presente e non si è espresso, ma, spero, avrà sentito.

GLI SCONTENTI DELLA LISTA CIVICA

Dopo un anno e mezzo circa dalle elezioni amministrative è possibile fare un primo bilancio del governo del Comune. La lista civica, grazie a una massiccia comunicazione, aveva attratto buona parte del malcontento popolare nei confronti della precedente amministrazione comunale, che si era manifestato in maniera assai evidente. I punti forti della proposta politica della lista civica erano servizi sanitari, viabilità, piano strutturale, sviluppo economico, partecipazione.

Anche se tuttora la sua comunicazione ha forti toni propagandistici, diviene sempre più difficile nascondere che in nessuno di questi campi sono stati raggiunti risultati rilevanti, mentre al posto della partecipazione il nuovo Sindaco ha messo l’arroganza del potere, l’intolleranza verso ogni critica, a suo dire delegittimata dal fatto che gli elettori lo hanno scelto. Ancor più grave sono il mancato rispetto delle regole e l’incapacità di selezionare il personale politico che hanno determinato le dimissioni o l’estromissione di tre assessori, del segretario e direttore Generale, del presidente del Santa Chiara nonché super esperto del bilancio, autorizzato a accedere agli atti d’ufficio del Comune senza nomina alcuna. Continua la lettura di GLI SCONTENTI DELLA LISTA CIVICA

Gogna o (ver)gogna?

Rifondazione Comunista e La Sinistra per Volterra hanno colto nel segno. Un loro manifesto ha provocato diverse reazioni stizzite, rilevabili anche in almeno un paio di articoli sullo scorso numero della Spalletta.

Qualcuno, per esempio Manola Rosa, ci ha accusato di aver messo i cittadini alla gogna solo perché abbiamo riprodotto, con tanto di firme, un brano delle loro osservazioni al pessimo Regolamento urbanistico approvato dalla precedente amministrazione comunale a guida PD. Non intendevamo minimamente mettere alla gogna nessuno. Anzi crediamo vada a merito di quei cittadini aver sottoscritto un documento che abbiamo condiviso fino al punto di utilizzarlo ampiamente per le osservazioni che anche Rifondazione comunista presentò. Volevamo solo far emergere che tra quei firmatari figurano molti attuali dirigenti della lista civica, Assessori e Sindaco e che questi ultimi sulla materia hanno cambiato idea, ritenendo che non è più il caso di opporsi a progetti, come quello di Poggio alle Croci, che attuano quel regolamento. Ci dispiace. Comprendiamo il loro disagio. Ma esso non dipende dal fatto che abbiamo evidenziato pubblicamente questa loro incoerenza, bensì solo dal loro operato incoerente. A loro non ha dato fastidio la nostra presunta “gogna” ma la ver-gogna perché è stato messo a nudo il loro voltafaccia.

Ci viene anche contestato il reato di falso perché abbiamo presentato quelle osservazioni come se fossero state promesse elettorali ma, nel contestare tale reato, si sottace il fatto che il programma elettorale della lista civica le ricalcava pari pari. Come  si evince dal seguente passo del loro programma: “a tale scopo la nuova maggioranza dovrebbe procedere ad  attuare alcune varianti al Regolamento Urbanistico (e, ove necessario, anche alla disciplina di  Piano Strutturale, come previsto dalla L.R. 01/2005) in modo da perseguire i seguenti obiettivi. 1) Affinché l’area di Poggio alle Croci (destinata nel RU adottato a prevalenza di turistico-ricettivo) resti a disposizione anche dei cittadini volterrani, si dovrà disporre che le volumetrie previste a scopo residenziale siano almeno parzialmente destinate ad edilizia popolare, agevolata o a canone concordato, e che le restanti volumetrie vadano destinate in una certa misura a strutture pubbliche di interesse generale”.

Peraltro tale passo lo ha sintetizzato bene l’articolo di Irene Nesi, pur ferocemente critica, anch’ella, verso Rifondazione. Particolarmente evidente il suo disagio, tanto da cambiare le carte in tavola quando sostiene che Rifondazione non avrebbe avuto una propria posizione senza la sua illuminata assistenza. L’arch. Nesi ci ricorda come sia stata lei a collaborare con Rifondazione e in qualche modo a suggerirci diverse osservazioni. Nessun problema ad ammetterlo, come abbiamo fatto, senza che lei ce lo chiedesse, in sede di Consiglio comunale aperto dove abbiamo affermato di aver ripreso, condividendole, gran parte delle osservazioni degli esponenti della lista civica. La collaborazione allora c’era ed era reciproca. Essa è stata possibile fino a che non hanno cambiato idea  in maniera inspiegabile. All’arch. Nesi dobbiamo anche pubblicamente il ringraziamento per il suo fattivo contributo di carattere tecnico? Nessun problema. Eccolo.

Quello che invece è falso è che Rifondazione non abbia avuto una propria idea in materia e che solo l’imbeccata della professionista le abbia consentito di presentare una posizione. Irene Nesi, nel suo intervento in Consiglio, da brava tecnica, ha ben chiarito che il Regolamento è una conseguenza stretta del Piano strutturale, approvato precedentemente. Ebbene sul Piano strutturale ci siamo opposti con tutta la nostra forza in Consiglio comunale, abbiamo fatto volantini e manifesti, abbiamo organizzato un convegno, abbiamo presentato osservazioni, abbiamo  proposto in Consiglio provinciale che la Provincia di Pisa si opponesse nelle forme previste dalla legge Regionale. Tutto questo ben prima che l’arch. Nesi ci passasse le sue carte e forse prima che buona parte degli attuali amministratori si fosse fatta un’idea di cosa c’era in ballo. Questo per la verità dei fatti.

Il resto, i contorcimenti per dimostrare che ormai non si può più tornare indietro, che non  si può cambiare il regolamento, salvo mendicare qualche modifica marginale al progetto presentato dall’acquirente, sono pietose scuse su cui non merita soffermarci. Perché di fronte a un atto di così grande rilievo per le sorti di Volterra e che rischia di arrecare danni irreversibili al suo territorio, un’amministrazione saggia si adopera per superare tutti gli ostacoli di ordine tecnico e legale.

Ci auguriamo, non per noi, ma per l’interesse di Volterra, che d’ora in avanti la Lista civica indirizzi i propri sforzi non a demonizzare Rifondazione, ma a trovare vie di uscita serie alla situazione complessa che ha di fronte. Se ci fosse questa volontà noi saremmo disponibili a dare il nostro fattivo apporto.

Partito della Rifondazione Comunista Volterra

Sulle dimissioni dell’assessore GIUSEPPE FURLANIS

Nel Consiglio Comunale di ieri il sindaco Marco Buselli ha negato qualsiasi divergenza di opinioni tra l’assessore dimissionario e il resto della giunta. Ha ammesso, al massimo, qualche difficoltà per le caratteristiche di una giunta composta da giovani e con un taglio diverso dal background del personaggio, che “non era abituato a lavorare in un clima da guerra fredda”.

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Risposta all’articolo di Irene Nesi

Rispondo all’articolo pubblicato la settimana scorsa sulla Spalletta sotto il titolo
“I nostalgici” firmato da Irene Nesi una ex elettrice del Partito della Rifondazione Comunista, secondo la quale io e Ugo Ricotti, nostalgici “di un vecchio assetto da conservare, nel quale avevamo imparato a convivere senza scossoni”, stiamo lavorando per un inevitabile abbraccio tra la Rifondazione Comunista e il PD. In questa prospettiva Ugo Ricotti avrebbe fatto, negli anni scorsi, un’opposizione blanda alla vecchia maggioranza in Comune, io ne starei facendo una troppo intransigente all’attuale Sindaco.

Avrei qualche spiegazione da chiedere a Irene circa il significato di quell’aver “imparato a convivere senza scossoni” con il vecchio assetto di potere, attribuito a me e a Ugo Ricotti, ma, in questo articolo, per brevità, desidero solo mettere in fila alcuni degli atti che ho compiuto da consigliere comunale a partire dal 18 giugno a oggi.

Liceo Classico:

mi sono opposto con fermezza all’ipotesi sostenuta dal Sindaco e dalla Cassa di Risparmio di Volterra di istituire borse di studio riservate ai terremotati dell’Aquila e dell’Abruzzo per far iscrivere i giovani di quelle zone al Liceo di Volterra. Confermo quella scelta e dichiaro ancora di non essere soddisfatto delle informazioni approssimative che il Sindaco ha fornito ai consiglieri comunali durante lo svolgimento e a conclusione della vicenda Liceo. Almeno ora che la formazione della classe è assicurata, vorrei che i consiglieri comunali e tutti i cittadini fossero informati con esattezza di quante borse di studio sono state assegnate, di quanti soldi sono stati raccolti dalla sottoscrizione popolare e come saranno impiegati.

Sullo stesso argomento mi piacerebbe anche che il Sindaco, come gli ho già chiesto di persona, trovasse il modo di smentire le affermazioni contenute in un articolo di sapore mafioso pubblicato sulla Spalletta del 12 settembre 2009 dal titolo “Il Liceo Carducci salvo e graziato”, che lo chiama in causa.

Leggi razziste:

su questo argomento abbiamo avuto il primo scontro in campagna elettorale con Marco Buselli e con i suoi sostenitori. Lo scontro è continuato nel Consiglio Comunale e credo che continuerà duramente sia in Consiglio che fuori. Mi sono alterato durante la discussione in Consiglio perché non avrei mai creduto che le persone che ho conosciuto come appartenenti o simpatizzanti di partiti e movimenti di sinistra, trovatesi a ricoprire ruoli importanti di rappresentanza politica, potessero far scena muta nei confronti di leggi razziste. Nell’ultimo Consiglio si è cercato di mettere una toppa approvando un ordine del giorno che impegna il Sindaco a non consentire le ronde. Su questo ho votato a favore, facendo rilevare, comunque, che le motivazioni portate dalla maggioranza per questa scelta non sono basate sul principio democratico che l’ordine pubblico è solo di competenza dello Stato, quanto sul fatto che a Volterra non ci sono casi di delinquenza, violenza e furto che possano giustificare le ronde. Nello stesso ordine del giorno non c’è nessun accenno ai gravi provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza e all’uso razzista fatto dell’argomento ronde e ordine pubblico.

Nomine:

ho votato contro la delibera proposta dalla maggioranza che stabilisce i criteri con cui il Sindaco farà le nomine negli Enti, perché non prevedeva nessun meccanismo di pubblicità per la raccolta delle candidature, come succedeva in passato. Si è detto per evitare l’ipocrisia. Infatti, il Sindaco non è stato ipocrita e, prima di mettere in approvazione la delibera, ha dichiarato in Consiglio che non c’era bisogno di pubblicare nessun bando perché i nomi erano già pronti. Quando poi sono usciti i nomi è stato evidente che si trattava di scelte fatte per amicizia o personale o politica.

Consulente politico:

le persone possono lavorare in Comune quando sono elette (consiglieri e assessori), quando sono nominate dal sindaco (assessori esterni), quando sono assunte con contratto di lavoro di qualsiasi tipo (dipendenti, segretario, consulenti). Non esiste altra possibilità. Per questo, di fronte ad una situazione da tutti percepita come anomala di una persona che lavorava nel Comune senza essere né eletto, né nominato, né assunto, le opposizioni (PD e Popolo della Libertà) hanno rivolto al Sindaco interrogazioni per avere risposte su questo fatto. La risposta è arrivata, invece che dal Sindaco, dal suo gruppo politico, Uniti per Volterra, pubblicata sulla Spalletta del 12 settembre sotto il titolo “la nostra pagliuzza non è certo la vostra trave”.

Non so se Irene Nesi ha raccolto l’invito di rileggere quel documento politico che, visto dalla mia parte, dà nettamente l’idea di un manifesto intollerante e autoritario. Per questo, insieme a Rosa dello Sbarba, sono andato a parlare con il Sindaco, perchè non credevo che il Sindaco fosse d’accordo con quello scritto. Marco Buselli ci ha ricevuti alla presenza dell’Assessore Paolo Moschi e ci ha detto che ci avrebbe fatto sapere la sua opinione per iscritto. Ancora non ce l’ha fatta sapere.

Guerra in Afghanistan:

nella conferenza dei capigruppo del 21 settembre, convocata per preparare l’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 25 settembre, ho depositato un documento da mettere all’ordine del giorno del Consiglio Comunale che trattava del ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan. Quando mi è arrivata la notifica della convocazione del Consiglio ho visto che il Sindaco non aveva inserito l’argomento della guerra in Afghanistan tra i punti all’ordine del giorno, contro ogni regola e consuetudine nei lavori del consiglio comunale, dove le decisioni della conferenza dei capigruppo non sono mai messe in discussione unilateralmente dal Sindaco.

Solvay:

l’argomento era iscritto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 25 settembre perché nel precedente consiglio del 28 agosto non c’era stato il tempo di discuterne. Durante questo mese avevo ricevuto alcune proposte di emendamenti al mio testo sia dal gruppo della Lista Civica Uniti per Volterra sia dal gruppo di Volterra Città Aperta e ho potuto constatare che ci sarebbe stata la possibilità di approvare all’unanimità un documento che impegnava il Comune di Volterra ad appoggiare il ricorso del WWF contro gli atti della Regione Toscana che hanno dato le concessioni di estrazione del salgemma alla Solvay. Per questo ho modificato il mio testo iniziale accogliendo una parte degli emendamenti proposti e, nella conferenza dei capigruppo, abbiamo concordato che la discussione del Consiglio sarebbe partita dal nuovo testo. Arrivati in Consiglio quest’accordo non era più vero e la mia mediazione è fallita. Così io ho votato, da solo, il mio testo, la maggioranza ha votato un testo simile al mio emendato secondo il suo piacere, il gruppo Volterra Città Aperta ha votato contro.  Rimango del parere che un voto unanime del Consiglio avrebbe dato una forza straordinaria alle azioni che dovremo intraprendere nel futuro.

Su molti altri provvedimenti, naturalmente, ho espresso il mio voto favorevole insieme con la maggioranza in Consiglio Comunale.

Questo è il racconto dei fatti come sono stati vissuti dalla mia parte. Su questi fatti sono davanti al giudizio di Irene e di tutti i miei concittadini.

Danilo Cucini

Consigliere Comunale

della Sinistra per Volterra

Rifondazione risponde a Irene Nesi

Risposta alla lettera di Irene Nesi, candidata della lista civica

Il partito della rifondazione comunista di Volterra  non ha bisogno di cercare chissà quali alleanze per combattere le proprie battaglie in difesa dei principi che lo animano, e fra questi, prioritari in questo momento, quelli della democrazia e della trasparenza, di cui la lista civica che governa il nostro comune sta facendo scempio.

Il volantinaggio sul documento comune con le altre forze di sinistra, riguardante il decreto sicurezza, non ha il significato di un’alleanza politica ma è la condivisione di principi democratici e di sinistra che nella lista civica non hanno trovato il benché minimo spazio.

Non siamo disposti a scambiare un facile consenso con l’abbandono della cultura dell’accoglienza e dei principi  della solidarietà o del confronto alla luce del sole sui temi della sicurezza  tanto per non irritare i sentimenti leghisti che dominano incontrastati fra tanti sostenitori della lista Buselli .

Non siamo disposti a lasciare che nel nostro comune governino personaggi non eletti né formalmente nominati, ma imposti da qualche finanziatore della campagna elettorale che relegano il sindaco ad un ruolo di comparsa o al massimo al ruolo populista di sindaco-giardiniere e che sono i veri ispiratori delle politiche comunali..

Non ci sorprende che a tali condizionamenti cedano anche alcuni che, dopo aver bramato per anni un posticino al sole delle istituzioni, non si fanno scrupolo di voltare le spalle alle idee che in passato hanno dichiarato di difendere: un esempio per tutti il non aver votato in consiglio comunale l’ordine del giorno presentato dalla sinistra, sul tema dello sfruttamento dei bacini del sale da parte di Solvay.

Noi, che abbiamo promosso la discussione sull’argomento, ci siamo sforzati perché il Consiglio si pronunciasse all’unanimità per un impegno del Comune a intervenire nella causa promossa dagli ambientalisti contro la Solvay. E lo abbiamo fatto perché ciò sarebbe stato di grandissima importanza per le sorti della causa stessa e per una svolta a 180 gradi degli indirizzi politici di tutte le amministrazioni del territorio.

Questi personaggi hanno preferito far passare a maggioranza un loro documento in cui si denunciano con forza gli errori delle passate amministrazioni DS, denuncia sulla quale concordiamo, ma in cui il dispositivo finale, quello che davvero conta e che impegna il sindaco in azioni concrete, è del tutto generico.

Per anni hanno dichiarato che quello scempio gridava vendetta ed ora che governano si guardano bene dal prendere iniziative  realmente efficaci contro Solvay, la quale – non dubitiamo – ringrazierà!.

E’ proprio il “tanto rumore per nulla” che caratterizza l’azione amministrativa della giunta Buselli,   in ossequio alla moda attuale del predicare bene e razzolare male, che vede prevalere l’apparire all’essere, il consenso populista ad una azione di governo che valorizzi quei principi  di cui  Volterra è stata sempre fiera e che dovrebbe essere uno dei compiti prioritari di una buona amministrazione comunale.

Un ultimo esempio per chiarire: le anime belle della maggioranza consiliare hanno di recente presentato ed approvato un documento nel quale si afferma che a Volterra non si istituiranno le ronde: non perché esse siano contrarie ad ogni elementare regola democratica e copia della milizia fascista del ventennio, ma solo perché Volterra è ancora una città sicura e quindi per il momento non ne ha bisogno! Siamo certi che all’occorrenza troveranno anch’essi i loro capimanipolo, magari fra qualcuno che che oggi ama esporsi tra i volontari che si impegnano a mantenere il decoro urbano, visto che non vi provvede  l’amministrazione comunale utilizzando, come dovrebbe, le tasse pagate dai cittadini.

In conclusione, di fronte ai rischi che l’avversione al PD – che è sacrosanta visti i danni delle passate amministrazioni – favorisca lo slittamento del senso comune dell’opinione pubblica cittadina verso il populismo, noi lottiamo perché il leghismo e i metodi berlusconiani non  prevalgano anche a Volterra, così come avviene in gran parte d’Italia; lasciamo a chi è stato toccato dal sacro fuoco del “solo noi siamo degni” il compito di fare i conti con la propria coscienza e la propria dignità.

Agli elettori di sinistra che hanno preferito votare per la lista civica abbagliati dai proclami preelettorali di Buselli, chiediamo solo di valutare bene l’operato di questa amministrazione al di là degli specchietti per le allodole.

Partito della Rifondazione Comunista

Volterra

Risposta alla lista civica

La funzione delle opposizioni consiliari è quella di fare proposte al Sindaco e di richiedere motivazioni sull’operato della maggioranza a garanzia per tutti i cittadini a che sia esercitato un controllo democratico sull’operato di chi governa.

A tutte le interrogazioni sinora poste in consiglio comunale dalle minoranze, non è mai stata data dal Sindaco  una risposta immediata (e chi ha sempre seguito i consigli comunali sa che è una novità), ma sempre rimandata per iscritto.

Viene spontaneo domandarci se il problema sta nella mancanza di opinioni da parte del Sindaco o se invece questo è necessario per avere il tempo di consultare qualcuno.

La richiesta di chiarimenti non nasce da un principio ideologico ma da una necessità di trasparenza.

La cosa si aggrava se al posto del Sindaco risponde per iscritto sulla Spalletta la lista civica che lo sostiene.

Nell’articolo “La nostra pagliuzza non è certo la vostra trave!”, non potendo dare una risposta sensata a quanto ufficialmente e legittimamente richiesto al Sindaco, riguardo alla nomina a consulente politico del sig. Orsi, si assiste ad uno sproloquio surreale circa le motivazioni addotte (fino a scomodare il diritto naturale, in assenza di leggi!), nonché intimidatorio nei toni usati, fino a tacciare di squadrismo chi legittimamente chiede spiegazioni.

I capogruppo Danilo Cucini e Rosa Dello Sbarba hanno sentito il bisogno di farsi ricevere dal Sindaco per avere rassicurazioni circa il loro diritto di porre domande, anche scomode e non gradite dalla maggioranza.

All’appuntamento il Sindaco le ha ricevute alla presenza dell’Assessore Moschi che ha affermato che la nomina l’aveva fatta lui stesso. Al che il Sindaco ha dichiarato di non aver altro da aggiungere se non che, per l’ennesima volta, risponderà per iscritto

Non servono strutture ideologiche per  sentir suonare un campanello di allarme di fronte a questi comportamenti e ai toni usati nell’articolo della lista civica.

Al di là del giudizio politico sulla precedente amministrazione, l’artificio di puntare il faro e sparare sugli avversari politici, cercando di delegittimarli come fossero dei nemici da colpire, quando presentano richieste volte a rendere trasparente l’operato della Pubblica Amministrazione, oltre a rappresentare un atteggiamento intimidatorio, meschino e violento, è un mezzo per nascondere limiti e lacune, oltreché mascherare l’evidente inadeguatezza a ricoprire compiti e ruoli istituzionali, che su tutto si fondano ma certamente non sul diritto naturale!

Invitiamo i lettori a riprendere l’articolo della lista civica, a concentrarsi nella lettura ed a scoprire quanto sia immediata la sensazione di trovarsi di fronte ad un manifesto di stampo fascista nel senso dell’autoritarismo e dell’intolleranza.

Lista Città aperta

Lista Sinistra per Volterra