Archivi tag: manicomio

Angelo Lippi – relazione su “manicomio e dintorni…..”

“Manicomio e dintorni: il ruolo della città nel riassetto sociale e culturale dopo il 1980″

17 settembre 2011- Volterra – inaugurazione/mostra fotografica/dibattito – Ostello della Gioventù- Chiosco delle Monache –

In clima di polemica, qualche riflessione. Appunti di Angelo Lippi

La memoria colorata e i numeri che la alimentano

Si continuano a declamare responsabilità politiche di amministratori, evidentemente cattivi anche di animo, oltreché come amministratori, per avere praticato logiche assistenziali non più basate sulla reclusione nei manicomi. E si favoleggia che, resistendo, avremmo potuto salvare un numero di posti di lavoro (1200), numero che non figura nei documenti pubblicati. E siccome nessuno è disposto a cambiare la propria idea, si può provare a mettere qualche punto fermo sul manicomio. Però, per onestà intellettuale, domandiamoci: come mai si sono voluti chiudere i manicomi in tutta Italia? E come mai a Volterra si cominciò a ridurre il numero dei ricoverati almeno 8 anni prima della legge Basaglia? E perché si dice (oggi) che nel manicomio si stava bene? (lo dicono tutti di tutti i manicomi!). E perché si considera il manicomio ben organizzato, ma si pensa che sarebbe adatto agli altri e non ai nostri figli o genitori?

Continua la lettura di Angelo Lippi – relazione su “manicomio e dintorni…..”

lettera del Dott. Arcadio Erlicher “Ospedale Niguarda”

Dott. Arcadio Erlicher

Direttore Dipartimento di Salute Mentale

A.O. “Ospedale Niguarda Ca’ Granda” – Milano

 

Gent. Colleghi, tra tante inutili mail che affliggono quotidianamente la mia casella postale, ho ritrovato questa lettera di Giorgio Pecorini, giornalista, che è stato per me un motivo di riflessione sulla mia attuale condizione professionale di ormai lungo corso nella psichiatria italiana. Ho pensato di offrirla anche alla vostra riflessione, per chi ne avrà voglia.

L’infelice uscita del Sindaco di Volterra ben rappresenta una concezione della sanità tutta orientata all’economicismo, come se la sfera dei diritti delle persone alla salute e a cure efficaci sia del tutto secondaria alle logiche economiche e piuttosto non debbano queste ultime contemperarsi con la priorità di questi diritti. Anche in tempi così difficili per il nostro paese.

Come quando si affronta una difficile ascesa in montagna, per rincuorarsi e riprendere vigore, ci si ferma un istante per guardare indietro il cammino fatto, credo sia altrettanto utile ricordare il percorso fatto dalla psichiatria italiana negli ultimi 40 anni, sia per chi ha avuto la fortuna di percorrerlo per intero sia, per chi, più giovane, ne ha avuto conoscenza prevalentemente dagli scritti e dalle narrazioni dei colleghi più anziani o dalle storie dei pazienti.

Per quanto mi concerne, ho inteso questa lettera come un richiamo all’impegno per continuare l’inesauribile percorso verso una psichiatria sempre più a misura della sofferenza delle persone in opposizone all’indifferenza, al conformismo, alla sfiducia verso il meglio.

Avverto, personalmente, la fortuna di operare in un contesto professionale, che mi sollecita continuamente, non mi lascia in pace, nel richiamarmi a un simile impegno. E di questo sono grato a ciascuno di voi.

A tutti, cordiali saluti,

 

F.to Arcadio Erlicher

 

Concetta Pellicanò ha scritto al Sindaco

Egregio Sig.Sindaco,

in seguito alle sue affermazioni sulla chiusura del manicomio di Volterra e associandomi alla lettera di risposta del giornalista Giorgio Pecorini, desidero raccontarle la mia storia e quella della mia famiglia.

Sono la vedova del Dott. Pellicanò ultimo Direttore del manicomio di Volterra che ebbe l’ impegno di chiudere il manicomio cioè la fabbrica della città, con la “perdita” come dice lei, di numerosi posti di lavoro.

Continua la lettura di Concetta Pellicanò ha scritto al Sindaco

Giorgio Pecorini: lettera aperta a Marco Buselli, sindaco di Volterra

Signor sindaco,

notificando al Consiglio comunale del 31 agosto che la sua amministrazione non avrebbe aderito alla costituenda Unione dei Comuni lei l’ha motivata spiegando che d’ora in poi «Volterra starà a guardare, non farà più la prima della classe come ha fatto chiudendo il manicomio e perdendo 1200 posti di lavoro». Debbo dirle che così lei mi ha offeso e indignato tre volte:

– da cittadino, italiano di nascita e volterrano d’adozione;

– da amico personale di Franco Basaglia e di tanti suoi collaboratori, a cominciare dalla moglie Franca Ongaro;

– da cronista, testimone per oltre un quarto di secolo assieme a mia moglie, della loro dura sofferta battaglia culturale e civile per restituire cittadinanza e dignità ai matti veri e a tutti gli altri poveri cristi reclusi nei manicomi.

Continua la lettura di Giorgio Pecorini: lettera aperta a Marco Buselli, sindaco di Volterra

messaggio mail del prof. Giuseppe Furlanis

Ho ricevuto un messaggio mail dal prof. Furlanis e, siccome contiene considerazioni di carattere culturale e politico importanti, ho deciso di pubblicarlo. Sono proprio contento che il prof. Giuseppe Furlanis, ex assessore alla cultura, abbia scritto questo messaggio indirizzato, oltre che a me, anche al Sindaco Marco Buselli e agli altri capigruppo consiliari di Volterra. Durante la seduta del Consiglio Comunale, a chiusura della discussione sull’argomento Unione dei Comuni, quando il Sindaco ha fatto quell’affermazione sul manicomio, io gli ho chiesto di ripetere la frase in modo chiaro e gli promesso che avrei mandato il verbale del consiglio al Corriere della Sera, per denunciare la gravità della regressione culturale dell’amministrazione comunale di Volterra.

Ecco la mail del professore:

“Volterra starà a guardare, non farà la prima della classe come ha fatto chiudendo il manicomio e perdendo 1200 posti di lavoro!” (Marco Buselli 31/8/2011)

A volte, casualmente, leggo sulla stampa, o in “rete”, alcune affermazioni del sindaco Buselli che mi confermano quanto fosse giusta la decisione di lasciare l’incarico di Assessore alla cultura. Incarico che mi ha affidato lo stesso Buselli e che ho lasciato con dispiacere per l’affetto che ho per Volterra e per la vivacità culturale che ho trovato in questa cittadina nonostante il suo isolamento geografico. Ormai lontano da due anni dalla vita politica della città, ho sempre evitato di fare commenti, sebbene mi senta spesso coinvolto. Ma quanto detto da Buselli, in occasione del Consiglio Comunale del 31 Agosto, mi sembra troppo grave per non esprimere alcun commento. Spero che sia stata una uscita infelice, fatta senza riflette sulle parole dette, e non sia invece una frase meditata per raccogliere quel consenso populista, caratterizzato da una crescente grettezza dei sentimenti, che sembra dilagare nel nostro paese e che ci avvia verso un declino culturale ben più grave e pericoloso di quel declino economico che con fatica cerchiamo di evitare. Probabilmente tendo ad accentuare la gravità dell’affermazione di Buselli perché avendo operato come volontario nei manicomi, prima della loro chiusura, ho provato l’angoscia di quelle vite, marginalizzate, segregate in vere prigioni. Una psichiatria “istituzionale” che trattava i malati come criminali, anzi peggio di feroci criminali. Per questo mi sono impegnato per la chiusura dei manicomi, sebbene fossi consapevole come questa scelta – come dice Buselli- avrebbe comportato anche la perdita di posti di lavoro. So bene quanto questa scelta abbia inciso anche sull’economia di Volterra, dove molti artigiani svolgevano la doppia attività, alternando le ore della loro giornata tra ospedale psichiatrico e bottega. Ma nessun posto di lavoro può giustificare un vita marginalizzata e maltrattata. La chiusura dei manicomi, nonostante i sacrifici che ha comportato, è stata una scelta di civiltà che deve essere difesa. Ci sono valori che non hanno prezzo!! Spero che anche Buselli ci ripensi!!

Cari saluti

Giuseppe Furlanis