pubblico questo articolo di Francesca Suggi  che dà la dimensione della misera condizione del governo della città.

Il Tirreno 8 novembre 2011

FRANCESCA SUGGI

Il sindaco non ama le critiche e si rifiuta di informare i cittadini

Il blackout di notizie comincia il 13 ottobre. Da parte del sindaco Marco Buselli. Noi, anche se con qualche fatica in piu’, siamo riusciti comunque a raccontare la città di Volterra: informare è un dovere per chi fa il nostro mestiere e dovrebbe essere un diritto per i cittadini. “Dovrebbe”, se come in questo caso, viene messo a rischio proprio da chi gestisce la cosa pubblica. Ma andiamo con ordine, per spiegare ai nostri lettori.

La goccia che fa traboccare il vaso della comunicazione istituzionale di Marco Buselli verso il nostro giornale è un articolo in cui viene pizzicato a copiare quasi per intero da Wikipedia un intervento su un prestigioso volume universitario. Apriti cielo. L’ira funesta del sindaco si scaglia su di noi: niente più comunicati stampa, il telefono che squilla a vuoto ormai da quasi un mese.

E nell’odio viscerale per chi fa il suo lavoro (informare è un dovere), si perde il diritto che i cittadini hanno di essere informati da un sindaco che non dovrebbe essere solo il sindaco di chi lo ha eletto. Calpestando un doveroso diritto di cronaca e di critica sancito dalla Costituzione.

Ma è un copione che si ripete. Già lo scorso anno, quando Il Tirreno rese di dominio pubblico l’imbarazzante “Caso Orsi”, andò incontro a un lungo periodo di “editto buselliano”. Con primo cittadino e assessori direttamente interessati che per settimane si rifiutarono di far sapere ai suoi cittadini cosa stava succcedendo. Quelle stesse persone che da gennaio saranno chiamate a parlare direttamente in tribunale per la vicenda che ha avuto importanti evoluzioni.

Stessa cosa successe per la vicenda delle torri mini eoliche e tutto l’intreccio di affari e politica che si portava dietro (c’è un’inchiesta aperta anche su questo).

Eppure “con certa stampa cattiva che fa domande scomode è bene non parlarci”. Diversamente dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che diffonde con un video messaggio la sua volontà di interrompere i rapporti con il giornale La Repubblica, Buselli non ufficializza questa rottura.

Ma il diktat c’è. Silenzioso, ma fa rumore. E soprattutto fa arrabbiare tutti quei cittadini che credono nella libertà di opinione e di pensiero.

D’altra parte chi è investito di un mandato elettorale dovrebbe sapere di non potersi ritenere al di sopra delle critiche dell’opinione pubblica. Così come dovrebbe sapere che c’è una legge, la 150 del 2000, che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Ma, evidentemente, il condizionale è d’obbligo. Mai dare niente per scontato.

Oggi, martedì 8 novembre. Noi continuiamo a chiederci: è lecito o no che un quotidiano metta il sindaco e il suo entourage davanti a responsabilità e a impegni presi con gli elettori? Dal 13 ottobre a oggi ecco solo un piccolo saggio dei comunicati stampa che il sindaco non ci ha inviato, ma che siamo riusciti a recuperare – in modo parziale, però – sul web e sui social network. E a pubblicare.

1) La città di Volterra è stata inserita nella lista dei 107 comuni virtuosi che beneficeranno di un plafond di quasi 300mila euro messo a disposizione dalla Regione per l’attuazione del patto di stabilità territoriale del 2011 (4 novembre).

2) Discarica di Buriano: non arriveranno rifiuti speciali (2 novembre).

3) La scuola media di Saline è salva grazie ad aziende e privati che insieme al Comune hanno contribuito economicamente a mantenere in vita l’istituto (3 novembre).

4) Sopralluogo della polizia municipale al cantiere solvay di Saline (14 ottobre).

5) Boom di presenze a Volterragusto (31 ottobre).

6) Assunzioni Enel ai non residenti (15 ottobre).

7) Accordo per il rilancio dell’alabastro con l’azienda Knauf di Castellina.

 

La lista delle comunicazioni soffocata dall’editto buselliano è lunga. E spazia da argomenti quali l’occupazione, il turismo, l’ambiente, la sicurezza che, forse, la comunità volterrana tutta, avrebbe avuto il diritto di conoscere. In nome di una trasparenza amministrativa che troppo spesso latita.

Che dire? Avvertiamo in questa decisione la tentazione di un brusco ritorno al passato, quando i giornali venivano imbavagliati, messi alla gogna con l’accusa di fare solo il proprio mestiere. Che è quello di raccontare i fatti e raccogliere opinioni esercitando, ripetiamo, un diritto di critica sancito dalla Costituzione.

Noi ribadiamo la volontà di continuare a raccontare con rigore tutto ciò che accade, dando certamente spazio e valorizzando le iniziative positive per la città decise dall’attuale maggioranza, riservandoci l’irrinunciabile diritto di cronaca e di critica nell’interesse dei cittadini.

Il Tirreno 8 novembre 2011

Black out dell’informazione al Tirreno
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Un pensiero su “Black out dell’informazione al Tirreno

  • 21 Settembre 2014 alle 03:39
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    Hot damn, lonikog pretty useful buddy.

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