Dal Corriere della Sera del 7 luglio 2011

Francesca Pini

Urne cinerarie, bronzetti, specchi, crateri, bassorilievi. Gioielli dell’arte etrusca. Intorno linoleum e muri scrostati

MILANO – Avere dei tesori d’arte, non valorizzarli, anzi deprezzarli, è un giochetto che può costare caro al turismo culturale italiano. Nuoce molto dare un’immagine sgualcita del nostro (invidiato) patrimonio a chi dall’estero viene a visitare le città d’arte da Nord a Sud. E questo è proprio il caso di Volterra che, qualche giorno fa, accoglieva i moltissimi turisti inglesi, tedeschi, olandesi, francesi con un improvvido rifacimento del manto stradale della via che porta al centro (ma perché non fare questi lavori a marzo?). Poi una brutta sorpresa ce l’ha riservata il museo etrusco Guarnacci (uno dei più antichi musei pubblici d’Europa, sorto nel Settecento), dove sono esposti importanti reperti in un ambiente fatiscente e trasandato (con dita di polvere sopra le vetrinette), con un allestimento fermo a quarant’anni fa, salvo alcuni ambienti più “moderni”, decorati con pannelli color verde.

E proprio compiendo un’attenta visita alle collezioni, questo è l’aspetto visivo più deteriore che, a un certo punto, prende il sopravvento sulla bellezza delle opere esposte: urne cinerarie (con bassorilievi di animali fantastici o di leggende mitologiche scolpiti sulla cassa), bronzetti, specchi, crateri, gioielli. Qui vengono appassionati e archeologi da tutto il mondo soprattutto per ammirare una piccola scultura di rara bellezza, l’Ombra della Sera, longilinea figura, considerata un ex voto, con caratteristiche della ritrattistica greca del III-II secolo a.C . Bene, davanti a quella teca che conserva l’opera, per terra, sulla stuoia (evidentemente consunta come il pavimento) pezzi di linoleum nero in stile pavimentazione della metropolitana milanese, per coprire le “magagne”. E non sono gli unici pezzi di linoleum che accompagnano il “sentiero” della nostra visita. Non ci andrà meglio salendo all’ultimo piano dove è stata spostata l’Urna degli sposi (altro famoso reperto conosciuto dagli etruscologi a livello mondiale): in una sala le mattonelle rosse sono completamente scrostate, come un paesaggio desolato. Se davvero questa dev’essere l’estate delle città d’arte, come affermano a gran voce il ministro ai beni culturali Galan e la ministra del turismo Brambilla, è un po’ tardi adesso per correre ai ripari, rifacendo almeno i pavimenti. È questione di decoro. E di amor patrio.

Brutte sorprese al museo di Volterra
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