Sotto le feste di Natale la giunta ha emanato l’ennesimo provvedimento di riorganizzazione del personale del Comune di Volterra. A mio parere il provvedimento per una parte è condivisibile, per la parte che taglia il vertice della piramide rinunciando alla dirigenza con un risparmio di spesa, scelta in gran parte obbligata dai tagli governativi. La parte non condivisibile, invece, riguarda il modo con cui sono stati disegnati gli otto settori, spesso più sull’esigenza di premiare le persone piuttosto che sulla rilevanza delle attività.


Per esempio, non condivido la scelta di mettere la cultura insieme alle attività produttive, al turismo e allo sport in un unico settore con a capo il funzionario delle attività produttive. Questa scelta organizzativa dimostrata una sottovalutazione dei beni culturali e delle attività culturali del Comune di Volterra. Il sindaco Buselli e la sua giunta, infatti, ritengono che il Museo Etrusco, la Pinacoteca, la Biblioteca, gli eventi culturali, i siti archeologici, gli eventi di arte contemporanea, i teatri, la musica, tutte queste attività messe insieme, non meritino di essere considerate un’ottava parte dell’attività del Comune.
Non condivido la scelta di cancellare l’ufficio della segreteria. Negli anni l’ufficio segreteria è stato ridotto nel ruolo e ora è del tutto scomparso dalla struttura comunale. Rimane solo la figura del segretario generale. Questa scelta danneggia la qualità del lavoro di tutti gli uffici comunali che perdono uno strumento di supporto legale ancora più necessario con l’abolizione della dirigenza.
Non condivido la scelta di sospendere la nomina del responsabile all’urbanistica, funzione associata con Castelnuovo VC, che rimane <<in attesa del perfezionamento delle procedure di avvio della funzione associata >> e provvisoriamente assegnata al settore “lavori pubblici”. La materia urbanistica per questo Comune ha una valenza politica decisiva, mentre non ha un assessore di riferimento e non ha neppure un settore dedicato. Sono d’accordo con l’osservazione già uscita sui giornali che questa decisione mette in difficoltà anche il funzionario a cui è stata assegnata la responsabilità del settore che si trova in una posizione di potenziale conflitto di interessi.
L’assessora Elisa Tonelli assicura tutti che sarà garantita la massima correttezza nelle scelte amministrative e ci annuncia attraverso la stampa che sarà istituito l’assessore agli appalti. Questo non è un argomento della riorganizzazione, ma l’annuncio ha prodotto l’effetto contrario nei suoi lettori, ha allarmato invece di rassicurare. Secondo la legge, infatti, gli assessori non si dovrebbero proprio occupare degli appalti, per il famoso principio della separazione tra competenza politica e competenza gestionale.
Infine una considerazione sul metodo di lavoro che sembra ormai connaturato alla gestione del sindaco Buselli. I lavoratori dipendenti hanno saputo dei mutamenti organizzativi e degli spostamenti che li riguardano dalla stampa locale e non dal sindaco e dal segretario comunale.
Anche se le leggi danno ampia discrezionalità al sindaco in questa materia, il modo di operare usato dall’amministrazione va contro la logica e il buon senso, soprattutto per quanto riguarda alcuni lavoratori rimossi dai loro incarichi di responsabilità o trasferiti senza preventiva informazione e senza esplicita e chiara motivazione. Non solo, c’è anche un problema di mancato rispetto delle regole contrattuali, perchè le decisioni sulle risorse di bilancio impegnate nel provvedimento di riorganizzazione, almeno per una parte, sono demandate alla contrattazione tra le parti e la contrattazione non c’è stata.
I lavoratori del Comune, quindi, sono in agitazione con piena e legittima ragione.

LA RIORGANIZZAZIONE DEL COMUNE DI VOLTERRA
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Un pensiero su “LA RIORGANIZZAZIONE DEL COMUNE DI VOLTERRA

  • 14 Gennaio 2012 alle 17:54
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    Caro Danilo
    vorrei fare anch’io delle considerazioni sulla ri-ri-riorganizzazione (siamo alla 3^ se non sbaglio) di questo comune fatta da questa amministrazione con metodo poco scientifico ma piuttosto alquanto “garibaldino”.
    Ritengo sia un grande errore fare una riorganizzazione a tavolino, come se le persone fossero numeri, analoghi alle risorse di un bilancio di previsione.
    Le persone (“risorse umane”) non sono quantificabili con un numero (se non per alcune delle loro qualità come il peso, l’altezza o l’età, ma che spero non siano serviti per fare le valutazioni del caso).
    Premesso che gli enti pubblici devono rivedere la propria organizzazione con frequenza (non certo spessissimo perchè comunque determina destabilizzazione se non fatta al meglio), per adeguarsi alle novità intervenute sia per legge che strutturali.
    Ritengo che le persone che fanno parte dell’ente devono partecipare al processo riorganizzativo e addirittura esserne protagonisti. I dipendenti, su cui ricadono le scelte della riorganizzazione devono essere consultati, ascoltati, sollecitati a fare proposte perchè sono quelli che detengono le conoscenze sulla gestione dei servizi offerti fino ad allora alla cittadinanza, e quindi possono anche segnalarne le criticità e consentire di migliorarne l’offerta.
    Penso inoltre che per procedere ad una riorganizzazione è necessario valutare bene le attitudini dei dipendenti per poterli valorizzare e farli rendere al meglio: la soddisfazione del dipendente è una leva vincente per raggiongere risultati eccelsi!!
    Quindi bisogna ascoltare “tutti” i dipendenti (e non fidarsi di uno o poco più) e analizzare, capire le qualità di essi (e non solo in base a ciò che dicono, ma anche a quello che non dicono, che tacciono, che alterano,…).
    Un’altra cosa da non sottovalutare, anche se difficoltosa, è la rilevazione dei carichi di lavoro veritieri, in modo attendibile e oggettivo.
    Infine devono essere instaurati e diffusi rapporti di fiducia tra gli amministratori e i dipendenti e tra i dipendenti stessi, e non dare la sensazione di attivare azioni punitive e favoritismi verso eletti a scapito di altri non ritenuti fedeli!!!
    Riassumendo: la riorganizzazione è una fase molto difficoltosa ed importante, per questo va fatta con la dovuta ponderazione degli elementi in gioco. Riorganizzare prevede di analizzare, valutare, definire gli obiettivi (risparmio, efficienza, efficacia, valorizzazione, performance,…) al fine di stabilire la nuova macrostruttura determinata da: aree, risorse umane, attività e obiettivi, individuati in maniera organica e condivisa.
    Un grande in bocca al lupo ai nostri colleghi

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