Tanto si è discusso in questo periodo sul famigerato pacchetto sicurezza; di fronte a tale norme, è giusto che tutti, istituzioni, gruppi politici, associazioni, cittadini, prendano una posizione che sia chiara ed aperta.

Questo deve avvenire anche a livello locale e cittadino.

Infatti occorre ricordare che nel nostro territorio vivono e lavorano circa seicento stranieri con regolare permesso di soggiorno e un centinaio ancora irregolari.

Tutte persone che lavorano quotidianamente nelle nostre case, nei nostri ristoranti, nelle nostre campagne o nei nostri boschi.

Non possiamo quindi non preoccuparci dei problemi che potrebbero porsi, a seguito dell’approvazione del pacchetto sicurezza da parte del governo italiano, alla prosecuzione delle molteplici iniziative assistenziali, di recupero e di promozione sociale operanti da tempo nella nostra città, a favore di donne uomini e bambini svantaggiati, qualunque sia la loro storia, la loro lingua, il colore della loro pelle.

Le nuove norme coinvolgeranno quindi tutti noi, sia da un punto di vista morale che pratico e non può definirsi civile un popolo che resta in silenzio davanti a un tale scempio.

Lo stesso comunicato pubblicato tre settimane fa sulla Spalletta da parte di alcuni cittadini e di volontari legati alla struttura di accoglienza di San Girolamo confermano la preoccupazione di tutti i democratici sia per una normativa di impronta razzista che per i suoi risvolti di carattere umanitario e sociale, di cui anche le istituzioni locali non possono non tenere conto.

Al consiglio comunale di Volterra il 16 luglio è stato chiesto dalle opposizioni alla nuova amministrazione, di prendere posizione e condannare le nuove norme sulla sicurezza, che attribuiscono peraltro poteri discrezionali anche ai Sindaci (sulla questione il Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione D’Ambrosio ha commentato l’insieme di norme del pacchetto sicurezza come volte a costruire uno Stato ad ordine pubblico e sicurezza variabili territorialmente).

Il Sindaco e la maggioranza consiliare hanno respinto le proposte dell’opposizione partendo dall’assunto che un’amministrazione locale deve affrontare e possibilmente risolvere soltanto questioni legate alla vita di uno specifico territorio e non occuparsi della politica nazionale generale.

A sostegno della negata adesione alle proposte dell’opposizione è stato anche fatto presente che non erano ancora stati emanati i decreti attuativi.

Su quest’ultima affermazione è pacifico in diritto che un decreto attuativo di una legge per definizione attua e non modifica i principi e le norme espresse nella legge stessa e a conferma di ciò erano sotto gli occhi di tutti i casi di sindaci di varie città d’Italia che in ottemperanza alla legge approvata, emanavano ordinanze nei limiti delle nuove attribuzioni conferitegli, anche prima dell’emanazione dei decreti attuativi. D’altra parte anche altri rappresentanti istituzionali hanno anticipato i principi della riforma, come il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana che di fatto ha costretto uno studente a rinunciare all’esame di stato, in quanto sprovvisto della residenza e del permesso di soggiorno.

E insufficiente è la rassicurazione data dalla maggioranza consiliare sul rispetto della Costituzione: il pacchetto sicurezza è norma dello Stato nonostante la Costituzione.

Per quanto riguarda la decisione della maggioranza consiliare di non discutere la politica nazionale è necessario ricordare che le norme sulla sicurezza incidono nel quotidiano di ognuno di noi e un Sindaco ha il dovere morale oltre che istituzionale di pronunciarsi: le sue azioni e le sue posizioni, rese pubbliche, sono un monito e una garanzia per tutti i cittadini.

E non è sufficiente garantire in via privata un singolo operatore sociale: in primo luogo perché è inaccettabile moralmente  doversi raccomandare perché non accada niente e i controlli non siano disposti e in secondo luogo  perché comunque altri soggetti sul territorio, a vario titolo coinvolti dalla legge ad effettuare i controlli, potrebbero discrezionalmente applicarla e denunciare o tenere comunque comportamenti in linea con questa legge razzista.

La posizione pubblica di un Sindaco dà un “marchio” morale ad un territorio e finisce per guidare e influenzare le scelte e i comportamenti di tutti.

A titolo esemplificativo ecco alcuni casi che potrebbero verificarsi anche a Volterra:

  1. Agli uffici anagrafe comunali devono rivolgersi i cittadini, italiani o stranieri per un’iscrizione o variazione della residenza.

La nuova legge prevede che gli uffici comunali possano verificare le condizioni igienico sanitarie dell’immobile in cui il richiedente intende fissare la residenza. In assenza dell’idoneità, l’iscrizione o la variazione anagrafica sarà negata, con la conseguente esclusione della famiglia interessata dalle eventuali integrazioni al reddito, dal servizio sanitario, dalle graduatorie per gli asili nido, le scuole materne, le case popolari, e via discriminando.

In questi casi come userà il Sindaco i poteri discrezionali che gli sono attribuiti dalla legge?

  1. la legge prevede che, nei casi di indebita occupazione del suolo pubblico, il sindaco per le strade urbane e il prefetto per quelle extraurbane o quando ricorro motivi di sicurezza pubblica per ogni luogo, possano ordinare l’immediato ripristino dei luoghi e se si tratta di occupazione a fini di commercio, la chiusura dell’esercizio.

Ma i motivi che giustificano l’intervento della forza pubblica potrebbero essere invocati con preferenza nei casi di raggruppamenti di extracomunitari o di locali indesiderati.

In questi casi come userà il Sindaco i poteri discrezionali che gli sono attribuiti dalla legge?

  1. Una vecchia legge obbliga tutti i cittadini, italiani e stranieri, a registrare le nascite all’ufficio di stato civile del Comune. La nuova legge impone ai cittadini stranieri di mostrare il permesso di soggiorno per registrare la nascite di un figlio. Se non l’hanno, l’impiegato li deve segnalare alla questura. Per non venir segnalati e quindi espulsi, ai cittadini stranieri clandestini restano due scelte: soggiacere all’impossibilità di riconoscere i figli permettendone così l’adottabilità in quanto abbandonati; o partorirli e tenerseli di nascosto con la prospettiva di non poterli far curare nelle strutture pubbliche né mai mandare a un asilo o iscrivere a una scuola.

Su questo il Sindaco non crede di dover prendere una posizione prima che si verifichino casi di bambini invisibili a Volterra? Non crede di dover attivare collaborazioni con medici e altre strutture e occuparsi del problema?

  1. la nuova legge prevede che anche i dirigenti scolastici, quali pubblici ufficiali, denuncino le situazioni di clandestinità, negando a chi non è in possesso del codice fiscale, che ovviamente i clandestini non hanno, di essere ammessi all’esame per il diploma di scuola superiore.

Su questo il Sindaco non crede di dover prendere una posizione prima che si verifichino casi di ragazzi che vedono negato il loro diritto allo studio? Non crede di dover discutere per cercare una soluzione concreta o un comportamento quanto meno solidale da tenere?

Ci sembra dunque corretto prima ancora che legittimo, attendere dall’amministrazione comunale, istanza prioritaria della vita democratica della comunità, di sapere con quali strumenti di politica amministrativa e con quali obiettivi di convivenza civile intenda affrontare i compiti interamente o parzialmente nuovi attribuitigli e di quanta discrezionalità ritenga poter disporre.

Così come ci sembra utile chiedere un eguale chiarimento di propositi a ogni organismo che a vario titolo e con diversi strumenti partecipa alla vita della nostra comunità.

PARTITO DEMOCRATICO

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

SINISTRA E LIBERTA’

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

GRUPPO CONSILIARE LA SINISTRA PER VOLTERRA

GRUPPO CONSILIARE VOLTERRA CITTA’ APERTA

LETTERA APERTA AL SINDACO BUSELLI
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