In dispregio della volontà popolare espressa con i referendum di giugno 2011 e anche in dispregio della razionalità e della ragionevolezza, vista la crisi capitalistica che ci sta rovinando, in molti ambienti politici vanno ancora di moda le privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Ecco, infatti, che il consiglio d’amministrazione della RSA Santa Chiara nominato dal sindaco Buselli propone la privatizzazione della nostra Casa di Riposo.
E’, infatti, è la privatizzazione del servizio la  proposta contenuta nel documento approvato a fine anno da quel consiglio di amministrazione.

Per raggiungere il pareggio di bilancio, l’amministrazione, come un chiodo fisso, si pone l’obbiettivo della riduzione del costo del personale addetto all’assistenza degli anziani. A questo scopo propone di privatizzare il servizio. Ma siccome non mi risulta che i lavoratori del Santa Chiara abbiano stipendi da signori, perchè hanno il contratto di lavoro degli enti locali, cioè il contratto più povero di tutto il comparto del pubblico impiego, trovo questa proposta irrispettosa nei loro confronti. Dove si dovrà fermare verso il basso la condizione dei lavoratori in questo Paese?
Avrei letto volentieri in quel documento, ma non l’ho trovata, un’analisi dei bisogni della popolazione anziana della nostra città e delle possibili risposte assistenziali, compresa una valutazione dell’efficacia del lavoro delle duecento badanti che assistono gli anziani nelle nostre case, compresa una valutazione della qualità del servizio offerto dalla Casa di Riposo, per capire quali aggiustamenti proporre nell’ottica del miglioramento della condizione delle persone. Dal mio punto di vista non potrà mai essere accettata la prospettiva di pareggiare il bilancio attraverso l’abbassamento della qualità del servizio.
Invece, nella proposta di trasferimento della Casa di Riposo al Chiarugi ci trovo proprio un peggioramento oggettivo della condizione di vita attuale degli ospiti. Il Chiarugi è in un luogo isolato e non frequentato, lontano e all’estrema periferia della città, quindi un luogo peggiorativo della condizione attuale. Infatti, almeno per molti dei ricoverati e per i familiari, la collocazione attuale della Casa di Riposo di Santa Chiara, in un quartiere popoloso, rappresenta un legame di vita importante.
Inoltre, questo continuo tentativo di proporre una gestione unitaria tra la RSA Santa Chiara e la futura RASD, sempre suggerita con lo scopo della riduzione delle spese di gestione, lo trovo un elemento sospetto e negativamente ambiguo.
Infine una considerazione sul “piano economico e finanziario di massima”, cioè sulla proposta di demolire il Chiarugi per costruire una nuova casa di riposo e per vendere e utilizzare i volumi in avanzo.
A Volterra, fino ad oggi, i palazzi importanti della città manicomiale e di reclusione sono stati considerati come testimonianze storiche e, in caso di ristrutturazione, da conservare nelle loro strutture architettoniche caratteristiche. Questa è sempre stata una prescrizione della Sovrintendenza, prescrizione rispettata in fase di redazione dei piani regolatori comunali e che nessuno aveva ancora messo in discussione. Anche l’operazione di vendita di Poggio alle Croci per la costruzione di un villaggio turistico, operazione che non condivido, viene giustificata con la difficoltà oggettiva di ristrutturare gli edifici enormi dei reparti manicomiali per farne abitazioni, senza snaturarne le loro caratteristiche architettoniche.
Quindi, nel caso del Chiarugi, non si tratta di aderire semplicemente all’ipotesi del riuso dei volumi esistenti. Si tratta di ribaltare i principi di fondo che hanno motivato le scelte urbanistiche per l’area ex manicomiale.

Pubblico il testo del documento ricevuto dal Sindaco.

Proposta di Piano strategico finanziario

PRIVATIZZAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO SANTA CHIARA
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42 pensieri su “PRIVATIZZAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO SANTA CHIARA

  • 17 Gennaio 2012 alle 17:43
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    Ma il consiglio d’amministrazione quantifica spese e risparmi di un trasferimento e spiega il destino dell’immobile in cui ora ha sede la casa di riposo? Sull’arogomento l’amministrazione comunale intende sentire l’opinione dei cittadini, e ne ha una propria da comunicar loro?

  • 17 Gennaio 2012 alle 19:08
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    Giorgio, la cosa migliore che io possa fare per rispondere alle tue domande è pubblicare il documento di cui parlo, documento che ho ricevuto dal sindaco, quindi, ritengo, da lui condiviso.

  • 18 Gennaio 2012 alle 14:26
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    Salve:consiglio al presidente compagno di fare visita ai suoi ospiti……piu’in basso di cosi’l’assistenza non puo’andare.Rinunci al suo stipendio e assuma altri due operatori.Rammento inoltre la ragione sociale del santa Chiara:APSP,azienda pubblica di servizi alla Persona.Incomincino da qui,perche’e’ qui(nella ragione sociale)la missione dell’Azienda.Saluti,Fosco.

  • 19 Gennaio 2012 alle 19:51
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    Caro Cucini,
    se i giornali la contan giusta, il S.Chiara perde 800 euro al giorno, ma a me non mi son bastati 1500 al mese per tenerci la mi’ mamma! In più ha debitucci con banche e ditte per quasi tre miliardi di lire.

    800×365 fa poco meno di 300.000 che ogni anno mancano: o il Santa chiara vende un appartamento all’anno (quanti gli sono rimasti?), oppure di questo passo chiudono: gli operatori lo sanno bene.

    Parlaci, Danilo, e sentirai che aria tira laggiù!

    Non ti piace il piano del Bacci? Bene, neanche a me mi garbano le privatizzazioni.

    Pertanto, da oppositore serio qual sei, mi aspetto da te una bella proposta alternativa, che garantisca:
    – la qualità del servizio,
    – rette basse per l’utenza,
    – la ragione sociale pubblica,
    – la remissione dei debiti,
    – lo stipendio ai lavoratori,
    – le fatture pagate ai fornitori,
    e due fette di fesa coi pinoli.

    La festa è finita costì sul poggio.

  • 2 Febbraio 2012 alle 16:52
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    Salve:chi è Siddarta?La proposta di Danilo non la so,me la posso immaginare.Ti dico però la mia:basterebbe togliere un po’di soldi a Lor Signori per (1)La qualità del Servizio(2)Lo stipendio ai Lavoratori.Caro Siddarta la fesa coi pinoli falla mangiare a tutti i liberisti Bocconiani.

  • 3 Febbraio 2012 alle 20:48
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    Sig. Maielli, chi sarebbero questi “Lor Signori” in grado di tirar fuori i soldi per tappare i buchi con banche e ditte (se non ricordo male, Bacci sul Tirreno parlava di Un Milione e Mezzo di Euro), e di metterne Trecentomila ogni anno? Lo dica, così il problema è risolto.

    Ma tanto ci penserà Rossi, coi tagli alle ammissioni: già oggi a Firenze le case di riposo sono semivuote e le liste di attesa strapiene, fra un po’ tocca a voi.

    Mi sa che i liberisti bocconiani sono in Regione, sig. Maielli.

  • 4 Febbraio 2012 alle 00:40
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    Maielli, dovrebbe chiederli a coloro che lui ha votato per decenni.

  • 4 Febbraio 2012 alle 14:24
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    Il piano proposto da Bacci ( non certo un berlusconiano ), è l’unico possibile per salvare il Santa Chiara.
    Il documento del Cucini è solo propoganda demagogica, senza nessuna soluzione concreta. I danni che si cercano di riparare oggi, sono quelli provocati dalle amministrazioni passsate.
    Chi è causa del proprio mal, pianga se stesso.

  • 4 Febbraio 2012 alle 20:46
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    No, Fidanzi.

    il piano Bacci è aria fritta. Ultima pagina: inventa “dal nulla” 250000 di maggiori ricavi e toglie 200000 di costi del personale (come? licenziando?).

    Ma né Cucini, né Dello Sbarba, né quello di Progetto Originale sanno proporre di meglio!

  • 4 Febbraio 2012 alle 23:41
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    Credo proprio che si parli di esuberi da concordare con il sindacato.
    Dal piano si evince che il vero problema è il costo del personale, e che la soluzione è ricorrere alle cooperative sociali.
    Il vero problema di questo piano e che non è stato fatto da Bacci ma dal sig. Fabio Lenzi come scitto nella prima pagina.
    Fatti un giro su internet e vedi cosa ha combinato questo signore. Per esempio a livorno con la cooperativa Phandeora.
    Ancora più inquietanti i suoi soci

  • 5 Febbraio 2012 alle 12:25
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    Ma… gli infermieri dei santa chiara hanno uno stipendio più basso di quello dell’ospedale. Come fa a essere il costo del personale il problema? Prima ci dite che il problema è la struttura che costa troppo, poi proponete la soluzione impossibile del Chiarugi.
    Gira e rigira, gli sprechi e le incapacità vanno tutte a carico dei lavoratori. Vergognatevi tutti.

  • 5 Febbraio 2012 alle 22:21
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    Non è colpa dei lavoratori. ma di coloro che hanno sgovernato il santa chiara.
    Gli infermiere del santa chiara prendono meno di quelli dell’ospedale perchè hanno un contratto degli enti locali. Cioè degli impiegati del comune, invece dovrebbero avere quello della sanità.
    Tale scelta fù fatta dal sig Pazzagli mauro quando era presidente.
    La memoria è importante.

  • 8 Febbraio 2012 alle 15:43
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    Schizofrenia galoppante: Fidanzi prima dice che bisogna risparmiare sul costo del lavoro, poi critica Pazzagli perché ha scelto un contratto che paga poco…

    Ieri sono andato a trovare mamma al S.Chiara. Ci sono una ventina di letti vuoti, l’USL non manda più nessuno: le mie previsioni si stanno avverando.

    Ce la faranno i nostri eroi a riscuotere la tredicesima quest’anno?

  • 8 Febbraio 2012 alle 21:48
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    Caro siddarta,
    leggi meglio il documento presentato da Bacci.
    Il contratto enti locali è deleterio sia per i lavorati che vengono pagati meno che gli infermieri dell’ospedale che hanno un contratto sanitario, sia per l’azienda.
    Come spiega il documneto il contratto degli enti locali è legato all’indap e non all’inps.
    L’azienda quando uno è in malattia lo paga doppio, perchè l’inps non copre la situazione, e costringe il Santa chiara a pagare un lavoratore della coopeerativa.
    leggi bene prima di sparare giudizi, a meno che non sei affetto da disturbi bipolari.
    Oppure ancora più grave hai una malattia che non lascia scampo ed è incurabile. IL COMUNISMO

  • 8 Febbraio 2012 alle 23:18
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    1) anche il contratto sanità è legato all’Inpdap, come tutti i contratti pubblici. Si informi.

    2) nel documento si parla genericamente di sostituzione di personale assente. In base a quali informazioni ha scritto che per sostituirlo si usa quello della COOPERATIVA? Lo chiedo perché qui si va nel PENALE: questo costituisce REATO di somministrazione illecita di personale come sa qualsiasi amministratore non sprovveduto. Magari qualche consigliere comunale potrebbe voler sapere se ciò avveniva durante il suo mandato nel CdA, e se Lei sig. Fidanzi ha dato indirizzi per evitare che avvenisse. Avrà modo di dare spiegazioni, glielo garantisco.

    3) per definirmi comunista bisogna soffrire di allucinazioni.

  • 10 Febbraio 2012 alle 12:49
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    1) l’indap è stata soppressa, inoltre il contratto sanitario è più ricco rispetto a quello degli enti locali, sopratutto per le indennità specifiche di mansione
    2)Bene, spero abbia fatta denuncia, così si vedrà chi ha ragione.

  • 10 Febbraio 2012 alle 16:13
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    Senta Fidanzi, io lavoro da quasi vent’anni in un ufficio personale, quindi a me le baggianate non le viene a raccontare.

    L’Inpdap (almeno impari a scriverlo) è soppresso, ma l’Inps ne prosegue la gestione delle casse esattamente nello stesso regime giuridico precedente: per TUTTI i contratti pubblici, continua a non rimborsare le malattie agli Enti.

    Con quale coerenza accusa Pazzagli di aver “scelto” un contratto poco vantaggioso per i dipendenti (e in effetti il Regioni-EELL lo è rispetto al Sanità), e contemporaneamente approva Bacci quando vuol ridurre il costo del personale?

    Le faccio poi sommessamente notare che il contratto da applicare non viene “scelto” dal presidente di turno, ma è stabilito a livello nazionale dal Contratto Quadro. Per le Aziende pubbliche di servizi alla persona, si applica il Sanità se fanno servizi prevalentemente sanitari (es. case di cura), il Regioni-EELL se prevalentemente assistenziali (case di riposo).

    Queste sono cose che un amministratore dovrebbe sapere…

    Per quanto riguarda la somministrazione abusiva di manodopera, è chiaro che non posso fare una denuncia sulla base di un commento apparso su un sito. Ma un consigliere comunale ha facoltà di accesso a tutti gli atti del Santa Chiara, quindi può benissimo verificare e denunciare.

    Le faccio solo notare che la sanzione penale prevista dalla Legge Biagi va moltiplicata per ogni lavoratore somministrato e per ciascun giorno lavorato. La responsabilità penale è individuale (non paga l’Ente ma gli amministratori).

    Cucini, se c’è batta un colpo! (macché, è andato a nascondersi…)

    Fidanzi, buona fortuna e conti sull’omertà e insipienza dei politici volterrani!

  • 11 Febbraio 2012 alle 12:39
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    Adesso capisco la sua deformazione professionale di stampo burocratico.
    Il piano Bacci è l’unico possibile, il problema è è proprio il costo del personale.
    Troppa gente per fare il lavoro che può essere fatto da meno persone.
    Pazzagli è stato presdente per un ventennio, assumendo troppa gente, la maoggior parte con una tessera di partito in tasca. Inoltre durante la gestione Pazzagli è stato scelta l’attuale sede inadatta e troppo costosa per una rsa.
    Non si preoccupi il compagno Cucini, non vuole alzare il velo su 60 anni di malagestione dei suoi compagni di partito.
    La avverto che il mondo è cambiato, il posto fisso non esiste più, i dipendenti pubblici devono diminuire drasticamente. Non li leggi i giornali non guarda la televisione. Oppure legge solo la Pravda ?

  • 11 Febbraio 2012 alle 13:33
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    Caro siddarta, inoltre il sig pazzagli ha lasciato in eredità un debito verso l’inpdap, per mancati pagamenti dei contributi.
    Questo contenzioso fù sanato nel dicembre 2009, con la rateizzazione del debito in 5 anni. Mi sembra abbastanza per definire una gestione ventennale del Pazzagli in maniera negativa.

  • 11 Febbraio 2012 alle 20:21
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    Il giorno 20 febbraio, lunedì, è fissata la riunione del consiglio comunale di Volterra per discutere del documento Bacci.
    Leggo volentieri i vostri commenti. Caro Massimo Fidanzi, mi pare che Siddarta faccia delle osservazioni ben documentate e, magari, ce ne fosse tanta in giro di questa deformazione professionale di stampo burocratico!
    Veli su 60 anni di malagestione dei miei compagni di partito non ce ne dovrebbero essere più, altrimenti li avresti già sollevati te, non ti pare, Massimo Fidanzi?
    So che i lavoratori della casa di riposo sono nel numero previsto dalla normativa regionale, so che hanno stipendi bassi e che fanno un lavoro duro.
    So che la scelta di trasformare la IPAB in azienda e non in fondazione fu fatta per conservare la gestione pubblica della casa di riposo. Comunque la forma di azienda già permette una gestione dinamica e non burocratica della struttura. Personalmente conserverei questo tipo di gestione, anche perchè il passaggio al privato di per sè non porterebbe nessun pareggio di bilancio.
    Una ristrutturazione è possibile anche conservando questo tipo di gestione.

  • 12 Febbraio 2012 alle 00:53
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    Caro Cucini,la legge non consentiva di trasformarsi in fondazione, ma la scelta era obbligata.
    L ‘opzione fondazione era lasciata a quelle ipab come il cardinal maffi che aveva un componente religiosa, a Volterra non era possibile. ( documentati ). Non fare demagogia, se non si cambia no si arriva al pareggio di bilancio.
    Nel 2010 la perdita fù di 270.000 euro, nel 2011 è di 180.000, sai perchè?
    Nel 2011 si sono visti le manovre sul personale fatte nel 2010, ti ricordo che 5 persone hanno lasciato l’azienda 3 sono andati in pensione e 2 avendo vinto un concorso all’asl si trasferirono.
    Inoltre è venuto meno il servizio che fornivano le suore, che sono andate via, con un risparmio di 20.000 euro.
    Purtroppo altri margini di manovra non c’è ne sono.
    Vedi Cucini, con il senno di poi sono piene le fosse, ma non aver ottenute il una garanzia dall’asl di riempire i posti letti, è stato un grande errore politico.
    Errore da imputare alla politica e non a che ha ed amministra il santa chiara.
    inoltre abbiamo perso un anno e mezzo di prezioso tempo.
    questa drammatica situazione finanziaria è esplosa a partire dal 2007 quando si passo dalla contabilità finanziari a quella economica patrimoniale.
    Pubblico o privato non è il problema, il nodo è che l’asl non autorizza più nessun ricovero e ci sono 20 posti non coperti.

  • 12 Febbraio 2012 alle 00:57
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    Pur rispettando la persona, credo che molti errori sono stati fatti quando Pazzagli era presidente.
    Non tutta sua è la colpa, non è stato supporta, ne aiutato, ed erano altri tempi. ma per onestà intellettuale dovresti ammetterlo.
    Se non si sono svelati devi ringraziare qualcuno che era con me in cda.

  • 12 Febbraio 2012 alle 01:01
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    Fidanzi, per lei io sarò pure un “burocrate”, ma nella mia azienda (privata, settore metalmeccanico) applichiamo le leggi e i nostri amministratori le conoscono bene.

    Io pretendo che Lei, amministratore PUBBLICO, nominato dal SINDACO in un’AZIENDA PUBBLICA che campa grazie alle mie TASSE e alla mia RETTA, le conosca e le faccia applicare!

    Lei arriva addirittura a sostenere che il S.Chiara ha troppi dipendenti, quando è un intero reparto è appaltato perché il personale non è sufficiente a rispettare i minimi regionali!

    Lei del s.chiara conosce solo la sala riunioni!

  • 12 Febbraio 2012 alle 12:50
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    Vedo che comincia ad ammettere la verità.
    Un reparto è appaltato alla cooperativa idealcoop.
    Chi ha fatto questa operazione? Il cda con presidente Paiotti, quindi neanche lei conosceva le regole che invochi.
    In regione Toscana, tuttel le rsa sono gestiste per la maggior parte da cooperative. Il santa chiara ha troppi dipendenti diretti, assunti con contratto enti locali. La questione che confondi non sono i parametri regionali ma la natura contrattuale dei dipendenti del Santa chiara. Ti ricordo, come scritto nell’analisi commissionata da bacci, che il santa chiara visti i suoi alti costi di gestione, detiene il record regionale per costo a carico del famigliari dei pazienti.
    55 euro al giorno, il resto della retta giornaliera è coperto dall asl.
    Nonostante ciò continua a macinare perdite.
    LE LEGGI LE CONOSCO BENE, SE HAI DUBBI TI HO GIà DETTO DI DENUNCIARE, E NON CALUNNIARE.

  • 12 Febbraio 2012 alle 12:53
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    La soluzione proposta da bacci è la più sensata. Coostituisci una nuova società, cedi il ramo di azienda.
    In questa nuova società applichi una contrattualistica adatta a portare i conti in equilibrio.
    I dipendenti diretti che ora sono al santa chiara, saranno messi davanti alla scelta se passa alla nuova società. o rimare in quella attuale.

  • 12 Febbraio 2012 alle 13:03
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    Ricordo a siddarta e a Cucini un po di storia.
    Oltre ad un reparto è stato esternalizzato a cooperative la cucina ed servizi socio educativi.
    Guarda caso, alcune persone che lavorano in questi ambiti, sono riconducibili a rifondazioni comunista, alcuni di essi hanno partecipato alla campagna elettorale di Cucini. Inoltre sino a poco tempo lavorava un noto esponente di sel, che è anche consigliere provinciale.

  • 13 Febbraio 2012 alle 21:38
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    Fidanzi, la prego, si informi, e non si offenda se parlo con cognizione di causa.

    Primo: l’appalto della gestione di un reparto è cosa del tutto legale, e si fa quando un’azienda non è in grado di provvedere in proprio. E’ il caso del reparto delle demenze: se Lei avesse parlato ogni tanto con gli operatori, Le avrebbero detto che molti sono lì dai tempi del Bianchi, perché i dipendenti del S.Chiara non sono in numero sufficiente per gestire anche quel reparto.

    Secondo: “appaltare” è ben diverso da “esternalizzare” un servizio: operazione sempre legale, ma in tal caso il personale dipendente viene espulso, trasferito o ricontrattualizzato e al suo posto subentra un soggetto esterno. Al S.Chiara, che io sappia, non è mai avvenuta una cosa simile: né nelle cucine, né nei servizi educativi, che sono appunto “appaltati”, non “esternalizzati”. C’è una bella differenza!

    Terzo: le sostituzioni dei dipendenti assenti con personale non proveniente da agenzie di somministrazione, sono invece tutt’altra cosa: sono un reato. Punto. Le ripeto: io non posso vedere i documenti e non posso, né voglio denunciare nessuno; mi limito a farlo notare ai consiglieri comunali.

    Quarto: Bacci propone, per gestire una RSA, di avere un’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (con il suo CDA, i suoi revisori, i suoi consulenti, i suoi costi amministrativi, le sue imposte), che controlla una New Company (con un altro CDA, altri revisori, altri consulenti, altri costi amministrativi, altre imposte…), che affida la gestione di fatto al socio privato di minoranza (con il suo lucro), il quale infine gestisce la RSA. Come? Pagando meno il personale, ovvio!

    E’ il classico metodo per riservare tanti bei posti per la politica, pagati tagliando gli stipendi di chi lavora davvero.

    Guarda caso nel “piano Bacci” non ci sono i conti separati delle tre entità, per cui non è affatto chiaro cosa è a carico di chi.

    Se poi vuol parlare dei tempi del Pazzagli, bene io la storia la conosco: non la ho letta sulla Pravda (non vado più in là del Corriere), ma l’ho vissuta personalmente assistendo ai consigli comunali volterrani dagli anni ’80 in poi quando risiedevo a Volterra.
    I troppi dipendenti di allora non furono assunti, ma assorbiti dallo scioglimento del manicomio. Molti erano agli ultimi livelli della carriera; tra l’altro Le ricordo che a quei tempi il manicomio era un feudo democristiano: la tessera per entrare nel manicomio e per fare carriera non era proprio quella del partito di Pazzagli… il quale fu costretto, per pagare gli stipendi, a cessare i versamenti degli oneri previdenziali a carico dell’IPAB (non dei “contributi dei lavoratori”, castroneria scritta dal “competentissimo” Orsi sui giornali): cosa che non aveva alcun effetto negativo per il dipendente. Il debito fu quasi tutto ripagato vendendo alcuni palazzi; quello che risulta è una “coda” dovuta alle difficoltà di ricostruire posizioni individuali risalenti alla fine degli anni 70 e passate di mano in mano tra più enti.

    La storia recente, poi, è che l’Azienda era sorta per non limitarsi a gestire solo la casa di riposo (sono servizi in crisi in tutta la Toscana, e si sapeva già nel 2006), ma per gestire progressivamente tutto il sociale della Valdicecina.

    Questa sì, davvero, è la vera e più grave colpa di Pazzagli, Paiotti, Orsi: si sono limitati a identificare l’Azienda con la casa di riposo!

    Bacci, purtroppo, sta continuando con questa visione limitata e perdente; potrà presentare tutti i piani che vorrà, ma se non ci sono posti letto da occupare, S.Chiara (o il giochino di scatole cinesi con la NewCo e il Privato) chiuderà per insolvenza.

    Si salveranno le buste degli amministratori, dei revisori, dei consulenti, dei tecnici amici, e il profitto del socio privato.

    Il conto lo pagherà il personale, naturalmente.

    ps:
    Perché non propone di fare lo stesso agli infermieri dell’ospedale volterrano, partendo dal reparto del suo Sindaco? Ha già detto che loro già guadagnano più di quelli del Santa Chiara: che fardello inutile per i conti pubblici, no? bisogna tagliarli, quei dipendenti pubblici, no?

  • 13 Febbraio 2012 alle 22:14
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    Altra cosa: la retta del s.chiara è veramente molto alta, non so se è la più alta della Toscana.

    Però so che in molte altre case di riposo, quando la retta è alta il comune contribuisce a pagarne una parte.

    Quando io portai all’USL la documentazione, non mi riconobbero nessun diritto allo “sconto”: risultammo “ricchi”!
    L’assistente sociale mi disse che tutto dipende da quanti fondi i comuni girano all’USL, perché la “compartecipazione” si fa con i fondi sociali comunali.

    Quindi, per avere rette più sostenibili dalle famiglie, non c’è bisogno di tagliare gli stipendi: basta che i Comuni sostengano un po’ di più il sociale. Altrimenti si fa la guerra tra poveri.

    I Comuni della Valdicecina quanto versano a questo scopo? Almeno questo lo sa, ex consigliere Fidanzi? Se ne è mai occupato qualcuno nel suo CdA? Perché il “costo sociale” per chi è costretto a ricoverare un genitore al santa chiara, dopo aver pagato per anni le badanti, resta sempre a suo carico, mentre il “costo sociale” di chi chiede contributi per gli affitti è a carico del Comune, cioè di tutti?

    Dove sono le politiche sociali vere, oggi in Valdicecina?

  • 14 Febbraio 2012 alle 10:04
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    I comuni versano pochissimo per il sociale,ed hanno demandato tutto alla società della saluta.
    I fondi di cui lei parla sono quelle per la non autosufficenza che sono regionali.
    L ‘azienda nata per gestire tutti i servizi sociale della Val di Cecina come dice la legge regionale del 2004 che regola questo tipo di aziende è stat un flop.
    I primi contro l’affidamento dei servizi al Santa Chiara sono le società della salute.
    I presidenti del Santa chiara non sono responsabili, ma i sindaci, la politica si.

  • 14 Febbraio 2012 alle 14:15
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    Non so con chi lei a parlato, ma al reparto delle demenze appaltato alla cooperativa idealcoop, non ci sono persone provenieni da Bianchi.
    Quei pazienti, ormai meno di dieci, sono affetti da altre patologie e non ricoverati li.
    Inoltre questa operazione di appalto alla cooperativa Idealcoop, fù effettuato da Chi ? Pazzagli o Paiotti ? Lei che è ben documentato per completezza d’informazione dovrebbe dirlo.
    Il piano Bacci, confermo che è l’unico, inoltre, avendolo letto dettagliatamente, le assicuro che contiene una drastica diminizuione dei consiglieri di amministrazione, anzi si propone l’amministratore unico per entrambe le società cosi come predispone il d.Leg n. 78/2010.
    Per le tessere partitiche basta guardare l’attuale composozione dell’amministrazione del santa Chiara per avere la prova che tuttti sono elettori e alcuni tesserati del Pd.
    L’esempio più lampante è il direttore

  • 15 Febbraio 2012 alle 15:11
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    Fidanzi, ma che facciamo un dialogo tra sordi?
    Quando parlavo del reparto delle demenze, non mi riferivo ai pazienti, ma al personale della cooperativa!
    Poi, nel sito internet del s.chiara si legge che gli amministratori sono scelti dal sindaco di Volterra e dalla società della salute, e l’incarico al direttore lo dà il CdA. Se Lei è così sicuro che votano tutti per un partito che non Le piace, ne parli con chi li ha nominati.

  • 15 Febbraio 2012 alle 16:31
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    Il direttore è stato nominato dai cda precedente a quello di cui facevo parte.
    Presidente Pazzagli e Paiotti, ho avuto modo, in più occassioni di contestare l’operato dello stesso, non per la sua appartenenza politica ma nei fatti.
    Le ricordo che il signore in questione è in quel ruolo da molti anni.
    Il direttore non è nominato dal sindaco.
    Il cda ha un ruolo di controllo ed indirizzo la gestione è del direttore, legga lo statuto.

  • 15 Febbraio 2012 alle 21:09
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    Ma… mi sa che è Lei a doversi rileggere lo statuto!

    All’articolo 7 c’è scritto chiaramente che il CdA ha potere di NOMINA e di REVOCA DEL DIRETTORE.

    Tutta questa manfrina, e poi mi vuol far credere che non sapeva che il consiglio poteva cambiare il capo?

    Io prima di accettare un incarico come amministratore, almeno due leggine proverei a capirle…

  • 15 Febbraio 2012 alle 21:42
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    Abbiamo tentato di revocare il direttore, ma lui ha un contratto che va oltre le volontà del cda.
    La revoca è stata impugnata dal signore in questione.
    Abbiamo allora dato degli obiettivi annuali, come succede a qualsiasi manager, più ambiziosi, rispetto a quelli che aveva con il precedente cda.
    Poi avendo date le dimissioni, non conosco l’esito di questo programma.
    Le ricordo che le mie dimissioni sono state motivate al sindaco, perchè in dissaccordo con la linea politica.

  • 15 Febbraio 2012 alle 21:44
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    Lei che è così informato riguardo la situazione del santa chiara, dovrebbe sapere che il direttore è li da una vita.
    Se l’azienda è in queste condizioni un minimo di colpa è anche sua.
    Provi ad andare un attimo più in là del suo naso.

  • 15 Febbraio 2012 alle 21:51
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    Chissà come ha fatto ad esercitare il “ruolo di controllo”, uno che in poche righe in questo blog ha dimostrato di non avere la più pallida idea di che cosa distingua un appalto o un’esternalizzazione da un reato.

    E com’è possibile che dia la colpa “ai politici”, facendo finta di non capire che il suo “ruolo di indirizzo” era un ruolo politico…

  • 16 Febbraio 2012 alle 13:49
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    Ho esercitato il controllo e l’indirizzo molto bene.
    Lei sfugge alle responsabiltà che noi abbiamo evidenziato

  • 16 Febbraio 2012 alle 23:56
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    modestone!

  • 19 Febbraio 2012 alle 17:51
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    sicurezza nel proprio operato, passato al vaglio del controllo delle autorità pubblica.
    Prova a fare lo stesso con la Paiotti e pazzagli

  • 21 Febbraio 2012 alle 12:12
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    PIANO APPROVATO !!!!!!

  • 6 Marzo 2012 alle 03:23
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    Il Signor Fidanzi si dovrebbe vergognare per tutte le carognate che ha detto. Lavoro al Santa Chiara dal 1996. Ho vinto un regolare concorso nel 2000 e, mi creda, tessere di partiti in tasca non ne ho mai avute.Lei mi offende! Gli infermieri optarono per la scelta di rimanere a Santa Chiara con il contratto degli enti locali e per questa scelta in busta paga ricevono una indennità aggiuntiva. Non fu una imposizione del Pazzagli. Lei da l’impressione di uno schizofrenico ossessionato dal comunismo! Si dia una calmata!
    A proposito: autosufficienza si scrive con la “ì”. La saluto!

  • 16 Marzo 2012 alle 21:31
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    Non c’è nulla di male avere una tessera di partito in tasca.
    Non bisogna vergognarsi delle proprie idee politiche.
    Lei sicuramente voterà ?
    Il comunismo è stato una ideologia di morte, come dimostra la storia.
    Mi spiace aver disturbato le sue certezze psicologiche, ma il dubbio aiuta a crescere.
    le annuncio che il comunismo è finito.

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