Oggi, mercoledì 19 maggio, ho letto sulla cronaca del Tirreno un bel servizio sul teatro in carcere e sulla prospettiva concreta della realizzazione del teatro stabile. Nella stessa pagina il consigliere delegato Maurizio Righi fa una breve dichiarazione richiamandosi alla discussione svoltasi nell’ultimo Consiglio Comunale a proposito di Volterrateatro 2010.

Così, vengo quasi invitato dal consigliere Righi ad intervenire per esprimere di nuovo la mia opinione in un dibattito molto interessante.

Sono in possesso di una copia della lettera inviata dall’Assessore alla cultura prof. Gianfranco Carloni e dal Consigliere delegato al Cinema e al Teatro prof. Maurizio Righi all’associazione Carte Blanche Centro Teatro e Carcere il 10 febbraio 2010.

Si tratta del documento con cui la nuova Amministrazione Comunale fa conoscere le sue idee al Direttore artistico del Festival Volterrateatro e che è stata illustrata dal consigliere Righi in Consiglio Comunale, durante la discussione sulla bozza di convenzione per la manifestazione del 2010.

Dopo una parte dedicata alle questioni organizzative e alla gestione degli spazi dove si svolgeranno le rappresentazioni, nella lettera si legge:<<Si chiede inoltre che il “Programma del Festival” venga concordato con questo assessorato indicando il tipo di spettacolo, le date, la durata di utilizzo degli spazi per ogni attività. Dati utili da fornire, per la programmazione e per i finanziamenti futuri, risultano: il tipo di pubblico a cui è rivolta e la stima orientativa del numero dei biglietti venduti. Gli spettacoli, per usufruire del contributo pubblico, dovranno essere rispettosi non solo delle diversità individuali ma anche delle diverse sensibilità religiose.>>

Fortunatamente, nello schema di convenzione approvato dal Consiglio Comunale, anche con il mio voto favorevole, non si trova traccia di queste parole, tuttavia rimane agli atti del Comune questo documento rivelatore delle opinioni politiche degli amministratori della nostra Città.

Se le parole hanno un senso, in quel documento si afferma che l’assessore comunale, cioè l’autorità politica, dovrebbe assumersi il compito di concordare il programma del festival internazionale di teatro. Non solo, a rischio di veder negati i finanziamenti pubblici, ogni opera, per essere rappresentata nel festival, dovrebbe essere sottoposta alla verifica della Giunta Comunale relativamente al “rispetto” delle diversità individuali e delle diverse sensibilità religiose. Infine, ogni opera dovrebbe essere indicata alla fruizione di un tipo di pubblico capace di apprezzarla.

Credo che, su questi argomenti, sarebbe interessante conoscere il parere dell’associazione Carte Blanche, destinataria della lettera, come sarebbe interessante conoscere il parere degli altri Enti co-finanziatori della manifestazione, cioè la Regione Toscana, la Provincia di Pisa, i Comuni di Pomarance, Castelnuovo VC, Montecatini VC, nonché la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.

A mio parere siamo di fronte ad un vero e proprio tentativo di censura preventiva messo in atto da un organismo politico, la Giunta Comunale, nei confronti della manifestazione culturale più importante dalla città e non è sufficiente, per rimediare, il tentativo del consigliere Righi di minimizzare o di fornire un’interpretazione diversa delle parole scritte.

Anzi, mi sento di affermare, per rimanere nelle questioni politiche locali, che i contenuti di questa lettera attribuiscono un nuovo significato alle dimissioni dell’Assessore alla Cultura prof. Giuseppe Furlanis e ai pesanti giudizi da lui espressi nei confronti dell’attività della Giunta Comunale in occasione delle sue dimissioni.

Forse è necessario ricordare ai nostri amministratori comunali che la Costituzione della Repubblica Italiana, con gli articoli 21 e 33, protegge le opere artistiche e, con l’art. 33, eleva l’arte a “materia privilegiata” sottratta anche al limite del buon costume (Commentario alla Costituzione, sub art. 33, vol. I, Utet 2006, 679ss.).

“(..) L’opera d’arte è da considerarsi sempre nell’ordine della rappresentazione. Essa impone dunque per sua natura una distanza che permette di accoglierla senza confonderla con la realtá (…) l’artista è libero di disturbare, di provocare, di scandalizzare. Ed è per questo che la sua opera giova di uno statuto eccezionale e non sarà, sul piano giuridico, trattato alla stessa stregua del discorso che discute, che sia scientifico, politico o giornalistico. Questo non significa che l’artista non é responsabile. Egli deve rendere conto al pubblico, ma sempre nel contesto della critica delle proprie opere e certamente non di fronte alla polizia o ai tribunali. È essenziale, per una democrazia, di proteggere la libertá dell’artista contro l’arbitrio di tutti i poteri, pubblici o privati.”

Dal Manifesto del’Observatoire de la liberté d’expression dans la création (marzo 2003)

Credo proprio che sia utile far tesoro di queste parole se progettiamo di poter ospitare centri culturali delle dimensioni di un teatro stabile, di organizzare manifestazioni internazionali d’arte o anche solo di essere la città del polo scolastico della Val di Cecina.

Danilo Cucini

consigliere comunale

La Sinistra per Volterra

UN TENTATIVO MALDESTRO DI CENSURA PREVENTIVA
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Un pensiero su “UN TENTATIVO MALDESTRO DI CENSURA PREVENTIVA

  • 18 Dicembre 2010 alle 00:25
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    La questione della lettera era e rimane, per Carte Blanche e per me, un fatto poco importante. Non ho concordato nessun programma con nessuno e non l’avrei mai fatto. Avrei voluto tanto che qualcuno provasse a censurarmi, ma così non è stato. Purtroppo, come ho avuto modo di spiegare più volte, ma questo punto concreto non interessa a nessuno, siamo abituati ai tentativi di censura (TENTATIVI MAI RIUSCITI E INTIMIDAZIONI FALLITE) per il nostro lavoro in carcere e non ci meravigliano più. Il Persio Flacco, da anni, ci chiede il programma degli spettacoli riservandosi la possibilità di negarci l’uso del teatro. Siamo stati allontanati da quel teatro, nonostante il successo delle stagioni organizzate, e nessuno ha mai detto niente. Il ridimensionamento economico del Festival e della Compagnia è la censura più concreta che esista e nessuno è mai sfilato per le strade di Volterra. Tutti sono a conoscenza di queste difficoltà e mai nessuno ha detto una parola. Dov’eravate quando ci accadevano queste cose?
    Per noi sarebbe stata molto più utile una manifestazione a favore del teatro stabile in carcere e non farne una questione generica e facile di principi generali. Essere usati per fare la guerra all’Amministrazione Comunale e non fare niente di concreto per il futuro della Fortezza e del Festival Volterra Teatro non ci interessava e non ci interessa. Se non è sufficientemente chiaro vi chiediamo di venire a parlarne con i lavoratori di Carte Blanche, che rischiando tutti i giorni il proprio posto di lavoro per problemi molto più seri , non hanno apprezzato molto gli atteggiamenti snobistici di quelli che credono di aver fatto qualcosa per loro. Sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti. Ad esempio, ci sarà il Festival quest’anno? La fortezza avrà i finanziamenti necessari per realizzare il prossimo spettacolo e continuare il lavoro in carcere? Parliamone!

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